Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui
La mafia nei cantieri navali. «Subito un tavolo urgente per la legalità nel lavoro»
Il consigliere Caccia scrive al sindaco dopo l’arresto in città del figlio di un boss

Prime reazioni in città dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto a Mestre del figlio (Vito Galatolo) di un boss di una delle cosche della mafia palermitana più pericolose e alla scoperta che una delle ditte che lavorano in subappalto alla Fincantieri (la Eurocoibenti srl di Giuseppe Corradengo, finito anche lui in manette) era controllata da Cosa Nostra. Infiltrazioni negli appalti dei cantieri navali che preoccupano. E infatti il consigliere comunale Giuseppe Caccia ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Giorgio Orsoni in cui chiede all’amministrazione comunale di «sollecitare subito l’intervento della Prefettura per riportare diritti, tutele contrattuali e legalità per il lavoro nella cantieristica».

«Premesso che una inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo ha portato all’arresto a Mestre di un esponente della cosca mafiosa dei Galatolo», si legge nell’interrogazione, «che dall’inchiesta emerge l’infiltrazione dell’organizzazione criminale Cosa Nostra nell’ambito del controllo e della gestione degli appalti e dei subappalti nel settore della cantieristica navale, con un particolare interessamento per i siti produttivi della Fincantieri in Adriatico, a Monfalcone e a Porto Marghera; che risulterebbe come le principali imprese che si occupano di coibentazione navale, quali le società “Nuova Navalcoibent srl”, “Eurocoibenti srl” e “Savemar srl” (da ieri sotto sequestro) sarebbero state costituite con capitali di provenienza illecita mafiosa». E inoltre «considerato che le risultanze dell’inchiesta integrano e confermano le denunce di lavoratori e sindacati (in particolare lo Slai Cobas di Marghera) relative alla situazione di permanente illegalità e sistematica violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori nella lunga catena degli appalti e dei subappalti all’interno della fabbrica Fincantieri di Porto Marghera; considerato inoltre che la denuncia di tale situazione era contenuta, per la prima volta, in una ricerca pubblicata nel 2003 dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Venezia». E ancora: «Ritenuta intollerabile, all’interno di una importante realtà produttiva della città come la Fincantieri, la commistione della negazione di elementari tutele contrattuali e di inquietanti infiltrazioni di carattere mafioso; e prioritario il ripristino di legalità e diritti all’interno del sito industriale», il consigliere comunale chiede al sindaco di intervenire immediatamente presso la Prefettura «affinché siano assunte tutte le iniziative (a partire dalla convocazione urgente di un Tavolo con la partecipazione di tutti i soggetti sociali e istituzionali coinvolti) e attivate tutte le misure necessarie a ripristinare le fondamentali condizioni di trasparenza e legalità».(g.c.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui