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La Finanza: «Compravendite e cambi di gestione sospetti anche per bar e tabaccherie ». Riciclaggio: 119 segnalazioni

Malavita dietro i banconi dei negozi o dei bar, degli espositori delle tabaccherie, ma anche all’interno di alcuni dei vasti capannoni che popolano le nostre zone industriali e che sono sfitti da anni. È l’allarme lanciato ieri dalla Guardia di Finanza di Treviso. La mala nella piccola distribuzione. Il pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata – hanno spiegato i finanzieri – è legato alla crisi che ha fatto chiudere molte aziende grandi e piccole, messo in difficoltà commercianti, impoverito le aree produttive. Una congiuntura che ha alimentato compravendite di attività ed esercizi commerciali e passaggi di gestione che la Finanza non esita a definire «sospetti» e sui quali ha deciso di avviare accertamenti per verificare la correttezza delle pratiche, la fedina penale dei compratori e la limpidezza dei soldi utilizzati. Al centro dei controlli ci sono i piccoli negozi dei centri storici, attività come ricevitorie lotto, tabaccherie, bar. Non mancano infatti segnalazioni relative a veri e propri piccoli «imperi del tabacco», intestati a imprenditori unici, nati nel giro di due anni acquisendo attività che altri erano costretti a cedere. Da dove arriva tutta questa disponibilità di capitali? Solo rischio d’impresa? «Che la Marca sia un possibile canale di investimento per la criminalità organizzata è un dato di fatto» sottolinea il colonnello Giuseppe De Maio, comandante della Guardia di Finanza provinciale, «sta a noi intercettare questa possibile ingerenza e stroncarla».

Capannoni cassaforte. Nel 2013 le Fiamme gialle di Treviso hanno deciso di fare una verifica a tappeto nelle aree industriali. «Temiamo che proprietari di capannoni sfitti da anni alla fine possano cedere alle lusinghe di chi si offre di affittarli per utilizzarli come depositi di merce di provenienza illecita», prosegue De Maio, trasformandoli di fatto in magazzini della mala. È successo con le oltre 4,3 tonnellate di sigarette di contrabbando scoperte a inizio 2012, e potrebbe ripetersi.

Infiltrazioni in azienda. Colpire tra le pieghe e sulle piaghe di un sistema in sofferenza, per non trovare resistenze. Questa, secondo la Finanza, la strategia della malavita organizzata. Nel mirino finiranno anche le aziende in difficoltà della Marca, che la Finanza ha deciso di «mappare per evitare che diventino il canale di investimento di capitali sporchi». Solo nel 2012 la Banca d’Italia ha segnalato 119 operazioni sospette riciclaggio.

I mali della Marca. Ai nuovi fronti di battaglia vanno legati i problemi «fisiologici» della Marca: «L’evasione fiscale è un problema ricorrente nel settore del mobile (il caso della Jesse e della Zaccariotto, con una vera e propria contabilità alternativa è stato emblematico, ndr), ma anche in altri ambiti della produzione di Marca come il legno e la compravendita di auto», spiega il colonnello De Maio, «L’altro problema è il lavoro nero, soprattutto nella manodopera cinese». Sono oltre 480 i lavoratori irregolari scoperti durante i blitz della Finanza, 67 quelli totalmente in nero. Nel 2012, l’indagine della Finanza ha portato a scoprire 295 milioni sottratti a tassazione per un totale di Iva evasa di 49.176.282 euro, un +78% rispetto al 2011 (e i numeri in questo caso fanno quasi paura). «Non è patologia» sottolineano le Fiamme gialle, «ma un problema serio, fisiologico sul quale dobbiamo continuare a intervenire per far cambiare le cose».

Federico de Wolanski

 

Quasi due denunce al giorno al “117”

Gli evasori sono 105 e 17 i milioni sottratti

I dati del bilancio definitivo pubblicato ieri dalle Fiamme Gialle di Treviso non fa ben sperare. A controlli sempre più puntuali, sono seguiti riscontri sempre tristemente positivi. Ben 105 gli evasori totali scoperti a cui faceva capo la bellezza di 17,5 milioni di Iva evasa. Furbetti scoperti anche grazie alla pioggia di telefonate arrivate al 117: 607 chiamate di denunce qualificate, il +120% rispetto al 2011 quando furono appena 275. Si segnalano soprattutto evasioni fiscali (29% delle volte), ma non mancano anche gioco d’azzardo, lavoro nero, controlli strumentali). Numeri da capogiro a cui si aggiungono le 18 frodi comunitarie scoperte (1,7 milioni di aiuti europei incassati illecitamente) e i reati fallimentari con quasi 26 milioni di euro distratti al fisco. Fondamentale anche la campagna contro la contraffazione e l’importazione di oggetti o materiali non sicuri, che ha portato al sequestro di 84mila prodotti. Resta aperto per la Finanza sempre il fronte degli stupefacenti, con oltre 4 chili di droga sequestrata nel corso dell’anno passato e la bellezza di 2000 pastiglie di droghe sintetiche intercettate nell’attività di verifica sul territorio.

 

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