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BATTAGLIA – Le firme raccolte contro la liberalizzazione delle aperture verranno depositate in Parlamento

MOBILITAZIONE – Don Gianni Fazzini, il vicesindaco Sandro Simionato e Maurizio Franceschi di Confesercenti all’avvio della raccolta di firme

Raccolte 27mila firme per fermare le aperture domenicali, di cui 7.500 a Venezia

Auchan e Valecenter chiusi, gli altri no

25 APRILE – Festa della Liberazione facendo la spesa

L’ASSESSORE AGOSTINI «Ogni cultura rispetta il giorno di riposo»

«Tutte le culture e le religioni sono scandite dal fatto di fermarsi un giorno alla settimana – afferma Tiziana Agostini -. Le aperture domenicali sovvertono questo paradigma».

DON GIANNI FAZZINI  «Così la Chiesa si prende cura della città e delle persone»

Le cinquantamila firme, quelle necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare, dovrebbero esserci in abbondanza. Del resto la “strana coppia” formata dalla Confesercenti e dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, ne ha raccolte oltre 27mila solamente in Veneto, di cui 7.500 in provincia di Venezia, 6.500 a Treviso, poco meno a Vicenza per scendere fino alle 700 arrivate da Belluno. E tutto per chiedere lo stop alla liberalizzazione delle aperture domenicali che, secondo l’associazione dei commercianti, sta mettendo in ginocchio i piccoli operatori senza portare concreti benefici all’economia e all’occupazione.

«Dopo la sentenza contraria al ricorso presentato dalle Regioni – spiega Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Veneto – ci siamo mobilitati per promuovere questa iniziativa che ha avuto una straordinaria collaborazione attiva della Cei, attraverso don Gianni Fazzini e i parroci, dei sindacati e di tante amministrazioni comunali, come quella di Venezia».

«La chiesa deve prendersi cura della città e delle persone – interviene don Gianni – e dire la sua di fronte a queste “leggi pazze” che hanno sottoposto gli operatori commerciali ad orari disumani anche di domenica quando, invece, la famiglia dovrebbe avere del tempo per stare insieme».

E così, in questi mesi, tutti i parroci della diocesi hanno invitato i fedeli durante le messe ad andare a sottoscrivere la proposta di legge contro le aperture domenicali, mentre sui sagrati venivano allestiti gazebi con i certificatori delle firme.

«Per rispariamiare qualche euro tanti scelgono di andare nei centri commerciali, salvo poi lamentarsi se vedono le vetrine chiuse nei centri cittadini, sentendosi più “insicuri”»

aggiunge Cristina Giussani, libraia veneziana e vicepresidente di Confesercenti.

«Da un’economia di mercato siamo passati ad una società del mercato – interviene Tiziana Agostini, assessore alle Attività culturali -. La scomparsa dei negozi di vicinato è una deriva che bisogna combattere».

«Gli operatori dei negozi, dei piccoli negozi, creano una rete sociale accanto alle loro attività – conclude don Gianni Fazzini -. Continueremo a lavorare con la Confesercenti su questi temi, come quello di fermare il dilagare delle slot machine ormai ovunque».

L’annuncio della prossima battaglia?

 

E il Primo Maggio resiste solo a metà

«Se ci va bene di lavorare il 1. maggio? Il lavoro è questo…». Insomma, non è proprio il momento di fare gli schizzinosi, e così – anche se in altri centri commerciali si starà una volta tanto a casa – al Centro Le Barche la festa dei lavoratori sarà un giorno come tutti gli altri. Stesso discorso al Veneto Designer Outlet di Noventa di Piave che il 1. maggio sarà come sempre aperto dalle 10 alle 20, stesso orario del Centro Le Barche. A chiudere sicuramente saranno solo l’Auchan e il Valecenter di Marcon, dove sottolineano che l’accordo aziendale prevede ancora questa ed altre quattro chiusure durante l’anno: Pasqua, Pasquetta, Natale e S. Stefano. «Lavoreremo normalmente anche il 23 aprile, giorno di festa del patrono a Marcon, e il 25 aprile, festa della Liberazione» dicono al Valecenter. Già, ma per mondo del commercio il 25 Aprile sarà anche quest’anno una festa “sui generis”, visto che giovedì prossimo non chiuderà praticamente nessuno, con l’unica concessione di un’apertura posticipata dalle 9 alle 10 (Centro Le Barche) o di una chiusura anticipata di un’ora e mezza (alle 20 invece delle 21.30 per quanto riguarda Auchan).
Tornando al 1. maggio, serrande abbassate anche alla Coop o nei magazzini specializzati tipo Mediaworld, mentre non si sa ancora nulla su cosa farà il Panorama (gruppo Pam) che, a differenza del passato, quest’anno potrebbe anche decidere di accodarsi alle scelte compiute dal centro Le Barche o dall’Outlet di Noventa, approfittando delle chiusure date ormai per certe da Auchan e Carrefour-Valecenter. Del resto, a sorpresa, mercoledì 1. maggio saranno aperti per mezza giornata anche alcuni “supermercati di quartiere” come quelli della Cadoro. No, non è più il 1. maggio di una volta. (f.fen.)

 

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