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La Filctem-Cgil annuncia di volersi costituire parte civile contro Eurocoibenti

Chiesto l’intervento del prefetto. Lo Slai-Cobas: «Stop allo schiavismo»

MARGHERA. L’arresto dell’imprenditore palermitano Giuseppe Corradengo – figlio di un boss di Cosa Nostra alla guida di tre aziende leader nel settore delle costruzioni navali, con appalti anche alla Fincantieri di Marghera e di Monfalcone, tra le quali c’è Eurocoimbenti – riporta alla luce un vecchio problema dei cantieri navali, quello della possibile infiltrazione della criminalità organizzata nella ragnatela di imprese che lavorano sulla navi da crociera in costruzione, a tutto danno della legalità e dei lavoratori.

Dopo l’interrogazione al sindaco presentata a Ca’ Farsetti dal consigliere Giuseppe Caccia, in cui si invita il Comune a sollecitare l’intervento della Prefettura per «riportare diritti, tutele contrattuali e legalità nei cantieri navali», anche la Cgil veneziana chiede un intervento urgente con la convocazione del «tavolo della legalità» da parte del prefetto Domenico Cuttaia.

«Dopo questi ultimi interventi della magistratura»,

sostengono il segretario dei chimici della Filctem-Cgil, Riccardo Colletti, e il segretario della Camera del Lavoro, Roberto Montagner,

«dobbiamo riflettere tutti su come si articola il sistema degli appalti e su come devono essere resi trasparenti i rapporti tra le committenti e chi esegue i lavori sulle navi».

I due sindacalisti ribadiscono di avere la

«massima fiducia nella magistratura» e Colletti annuncia di aver «dato mandato al nostro legale affinché avvii, qualora fossero accertate le colpevolezze sia da parte di Fincantieri sia da parte di chi ha rappresentato la Eurocoibenti, il percorso per costituirci parte civile a tutela degli ex dipendenti che hanno subito gravi perdite economiche».

«A questo punto», sottolineano Montagner e Colletti, «diventa prioritaria la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con le istituzioni e la Fincantieri per evitare che questi lavoratori diventino due volte vittime di un sistema che non ha dato garanzie, che gli ha fatto perdere il posto di lavoro, il proprio Tfr e tutte le altre pendenze in capo ad Eurocoibenti».

Dal canto loro anche i dirigenti di Fincantieri hanno dichiarato di ritenersi «parte lesa nella vicenda Eurocoibenti» e fatto sapere che «Fincantieri assicurerà la massima collaborazione agli organi inquirenti». Anche il Coordinamento provinciale di Venezia del sindacato Slai-Cobas chiede al sindaco e al prefetto di Venezia di intervenire. Per il Coordinamento dello Slai-Cobas i dirigenti di Fincantieri «hanno grandi responsabilità nel sistema degli appalti e subappalti» che vige nei suoi cantieri

«per questo da anni chiediamo inutilmente alle autorità ed anche al sindaco di Venezia di aiutarci a costruire una conferenza contro lo schiavismo nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, visto che in sempre più luoghi imperano ricatto, mobbing, minacce e a volte violenza».

Gianni Favarato

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