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CAORLE. Si è tenuto ieri pomeriggio, a Caorle, il Valle Vecchia Day, per riportare all’attenzione su un problema molto sentito e dibattuto: quello riguardante la tutela del territorio costiero e lagunare, oggi ancora incontaminato, di Valle Vecchia, dove il Pat di Caorle prevede la realizzazione, nella vicina Brussa, di un villaggio turistico da settemila posti letto. L’affluenza al convegno inaugurale avrebbe potuto essere più alta, ma la sensibilità dei caorlotti al problema la si è comunque riscontrata nelle oltre 300 firme di protesta raccolte nel giro di poche ore e che, domani, saranno portate nuovamente all’attenzione dell’amministrazione comunale.

«È una questione di civiltà e cultura prendersi cura della propria casa»,

ha detto Marco Favaro, rappresentante di Legambiente e consigliere comunale di minoranza a Caorle,

«Queste costruzioni previste in Brussa andrebbero inevitabilmente a riversarsi sul territorio incontaminato di Valle Vecchia, e ciò è inaccettabile».

Difesa ambientale ma anche economica, il villaggio, infatti, non è visto solamente come un disfacimento dell’ambiente naturale ma anche come una minaccia al settore turistico già sofferente.

«Oltre il 70% dei due milioni e mezzo di metri cubi edificabili previsti dal Pat saranno a destinazione turistica», ha spiegato Favaro, «ciò significa costringere i residenti a migrare, per favorire nuove costruzioni ad uso turistico».

Ma da considerare ci sono anche i residenti di Brussa che nel villaggio vedrebbero nuove opportunità di lavoro.

«Pensare al lavoro è legittimo», conclude Favaro, «ma il villaggio non è l’unica soluzione. La proposta di creare un parco naturale da poter esplorare tutto l’anno potrebbe rappresentare un’ottima alternativa».

Gemma Canzoneri

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