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L’ESPERTO – D’Alpaos, professore di Idrodinamica all’Università di Padova: «Stiamo raccogliendo i frutti di 50 anni dissennati»

PADOVA – (mg)

«Fermare una frana è quasi impossibile e soprattutto molto costoso. Cosa si può fare? Lasciarla andare finché non si ristabilisce un nuovo equilibrio. Certo, si poteva intervenire prima, con spese più contenute. Ma ormai…».

L’analisi di quello che succede sui Colli Euganei – dove frane e smottamenti stanno trasformando i colli in montagne di melma e pietra traballanti – è di Luigi D’Alpaos, professore di Idrodinamica all’Università di Padova.

«Quello che vediamo è il risultato della grande trascuratezza dell’uomo per la difesa del suolo, cenerentola di questi anni. C’entra l’acqua, ma entrano in gioco anche altre dinamiche».

Per esempio i mutamenti della società:

«La popolazione dedita all’agricoltura e alle attività forestali si è drasticamente ridotta negli anni. Questo ha lasciato praticamente scoperto un vasto territorio che un tempo era sottoposto a un controllo continuo, presidiato da molte “sentinelle”. Quando c’era un problema intervenivano direttamente: veniva posto rimedio alla piccola frana, si limitavano le infiltrazioni. Se il problema era più grande si allertava chi di dovere. Adesso i piccoli dissesti abbandonati a sé diventano grandi dissesti».

Il processo è irreversibile, ma si poteva cercare di contenerlo:

«Uno che fa attività agricola o forestale dovrebbe essere favorito proprio per questo ruolo di tutela del territorio, non lo puoi vessare mettendogli l’Imu sulla stalla. Invece finché si tratta di spendere parole di elogio va bene, se si tratta di tirare fuori soldi è un altro discorso. Oggi bisognerebbe dare una medaglia a chi continua a fare l’agricoltore».

Ci sono poi le problematiche legate allo sfruttamento del territorio:

«Si parla tanto di salvaguardia, ma si continuano a fare strade, rotonde che eliminano i fossati, e via dicendo. Sono stati 50 anni dissennati e adesso raccogliamo i frutti. In un problema come quello dei Colli Euganei occorreva prestare attenzione alla regimazione delle acque: controllo dello scorrimento superficiale e delle infiltrazioni nel sottosuolo, gli elementi che contribuiscono agli smottamenti. Guardo a quello che sta succedendo e mi viene una rabbia…».

 

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