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Nuovo esposto alla procura di Ambiente Venezia e comitati: continuano a inquinare l’aria

«Ci prendono in giro. L’accordo sui fumi è ancora inapplicato, e le navi continuano a spargere veleni sulla città». Ambiente Venezia e i comitati contro le grandi navi in laguna hanno presentato ieri un altro esposto alla magistratura. Un pacco di foto e video che documentano in modo inequivocabile l’uscita dei fumi neri dai camini delle ammiraglie di Costa e Msc al momento delle loro uscita dalla laguna.

«Per tutto il loro tragitto», scrive Luciano Mazzolin, «si vedono i fumi neri che poi ricadono sulla città. L’accordo tanto sbandierato sull’uso dei combustibili a basso contenuto di zolfo non è in vigore. La città continua ad essere inquinata».

Le foto documentano l’uscita, domenica pomeriggio, della Costa Fascinosa e della Msc Fantasia, la scia nera è evidente, la sagoma imponente delle grandi navi si staglia oltre lo skyline, più alta dei campanili.

«Chiediamo soluzioni immediate», dice Mazzolin, «qui si continua a parlare e la situazione ambientale peggiora». Sotto accusa ci sono i danni ambientali alla laguna, con i sedimenti che continuano a uscire in mare dopo il passaggio di navi che spostano 130 mila tonnellate d’acqua al loro passaggio. Ma anche danni alla salute, con i fumi dei camini e le onde elettromagnetiche dei radar, sempre in funzione. Anche quando la nave è ormeggiata i motori sono accessi, per garantire energìa a una città galleggiante di oltre 5 mila abitanti. «Anche qui il Comune e il Porto hanno promesso interventi che non si vedono».

Tutto fermo, comprese le alternative al passaggio delle grandi navi in laguna e davanti a San Marco. Il Porto ha proposto di scavare un nuovo canale, il Sant’Angelo Contorta, che consentirebbe alle grandi navi di entrare a Malamocco – per approdare comunque in marittima – e non più dal Lido. Ma anche questa, secondo gli ambientalisti, non è una soluzione, perché il traffico – e gli inquinanti – rimarrebbero all’interno della laguna. Meglio spostare il terminal in mare, a Punta Sabbioni o nel nuovo punto progettato per petroli e cargo al largo. Ma qui le compagnie da crociera hanno detto «no». E tutto resta come prima.(a.v.)

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