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Gazzettino – Casale, Si’ alla discarica: e’ rivolta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

apr

2013

CASALE – Primo via libera alla Coveri. Il Comune: «Ricorso al Tar»

CASALE – Il Comune ricorre al Tar, l’ultima parola passa alla Regione. Comitato sulle barricate

Ok alla discarica, esplode la protesta

Parere favorevole alla Coveri da parte della commissione Via, ignorati abitanti e amministratori

Alla fine l’ha spuntata la ditta Coveri. Ieri la Commissione regionale d’impatto ambientale (Via) ha dato il benestare alla mega discarica per rifiuti speciali (310 mila tonnellate, alta 15 metri, distribuita su una superficie di 10 ettari) nell’area agricola in via delle Grazie a Lughignano. Contro il provvedimento hanno votato il Comune di Casale e l’Unità parchi foreste che include l’Ente Parco del Sile. Astenuti, con motivazioni diverse, la Provincia di Treviso e l’Arpav. In vincolo di tutela, la Provincia non ha preso posizione in assenza dell’approvazione del Piano regionale per le discariche per rifiuti speciali. Mentre l’Arpav ha ribadito che nel Veneto non c’è necessità di impianti di smaltimento per rifiuti di derivazione industriali. Quelli esistenti bastano e avanzano, salvo che nella discarica della Coveri non si voglia smaltire rifiuti provenienti da altre regioni. Nella riunione di Giunta convocata dal sindaco di Casale, Stefano Giuliato, subito dopo l’esito della riunione della commissione Via è stato deciso di adottare tutte le necessarie contromisure. «Non esiteremo a presentare ricorso al Tar», annuncia il capo dell’esecutivo. Amareggiato l’assessore alle politiche ambientali, Massimo Da Ros che in questi anni si è battuto contro la discarica:

«A questo punto l’ultima parola spetta alla Giunta Regionale, che non può ignorare le ragioni vere e documentate della nostra battaglia in difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente. La Commissione Via non ha agito nel rispetto delle dovute procedure. È grave che non si sia espressa l’avvocatura regionale come richiesto nella riunione del 6 marzo. Abbiamo avuto l’impressione che il Via abbia voluto liquidare la pratica con una certa fretta. Faremo pressione sulla Giunta regionale perché non firmi il decreto per l’apertura della discarica».

Come dire che la battaglia continua su tutti i fronti (la prima domanda della Coveri per la discarica 2-B risale al 3 gennaio 2000). Intanto il Comitato contro la discarica annuncia nuove iniziative di protesta. Nell’incontro di sabato al Centro sociale si sono sentite pesanti accuse. Maurizio Salani del Comitato ha parlato di “clima mafioso”.

Nello Duprè

 

LE REAZIONI – Bottacin interroga la Giunta. Zanoni, denuncia all’Europa

CASALE SUL SILE – (N.D.) Contro la discarica per rifiuti speciali 2-B di Lughignano di Casale si è costituita un cordata di esponenti politici a livello regionale ed europeo, oltre ai comuni di Silea e Quarto d’Altino. Il consigliere regionale Diego Bottacin (Verso Nord) e il consigliere Claudio Niero (Pd) hanno annunciato la presentazione di una interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di negare la definitiva approvazione della discarica 2-B dopo l’ok dato al progetto della Coveri dalla Commissione Via.
Per Bottacin è inaccettabile che sia stato dato un parere favorevole in assenza del pronunciamento dell’avvocatura regionale che doveva pronunciarsi sulla legittimità o meno di aprire nel territorio casalese una seconda discarica dopo quella in via del Carmine a Conscio (“la normativa del Testo Unico Ambientale impedisce di avere due discariche nelle stesso comune”). Tuona anche l’eurodeputato Andrea Zanoni che nei giorni scorsi era intervenuto per consigliare prudenza alla Commissione Via prima di prendere una decisione.

«Nel consorzio Coveri figura la ditta Mestinaro di Zero Branco che è al centro di un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti. Essendoci un procedimento penale in corso, per precauzione ogni decisione in merito dovrebbe essere presa solo dopo il completamento dell’indagine della magistratura».

Ieri la Commissione Via è andata per la sua strada sorda alle richieste di rinvio del progetto della Coveri. A questo punto l’eurodeputato Zanoni ha annunciato la volontà di “denunciare il caso alla commissione europea” per la tutela ambientale.

 

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