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MARGHERA – Prima di lasciare la carica ha firmato il decreto che limita il perimetro ai soli terreni contaminati o con impianti industriali

Il ministro Corrado Clini, in extremis prima di lasciare la carica, ha firmato il decreto che restringe il perimetro dell’area Sin di Venezia ai soli terreni contaminati e con presenza di impianti industriali. Ora, perché diventi operativo, manca unicamente la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

In tal modo tutta la parte urbana di Marghera, larghe fette di Mestre, terreni agricoli, canali industriali e centinaia di ettari della laguna che stanno tra il ponte della Libertà e Malamocco, e tra il canale dei Petroli e Venezia (e che torneranno ad essere disponibili per la pesca), usciranno dal perimetro del Sito di interesse nazionale, con le sue regole molto rigide e la responsabilità primaria del ministero dell’Ambiente, e diventeranno di competenza della Regione del Veneto.

Questo risultato è frutto dell’impegno del ministro e del lavoro di mesi effettuato dal commissario regionale al recupero territoriale e ambientale, Giovanni Artico, e dell’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin; ed è una virtuosa conseguenza dell’accordo sulle bonifiche del 16 aprile 2012 firmato dal ministro con Magistrato alle Acque, Regione, Provincia, Comune e Autorità portuale.
Lo stesso ministro Clini lo definisce un passo avanti per applicare quell’accordo: «In questo modo restituiamo agli usi legittimi ampie porzioni di territorio rimaste bloccate per anni, che potranno così ospitare anche nuovi investimenti produttivi, soprattutto nel settore della green economy e delle produzioni in tecnologie innovative e sostenibili».
L’assessore regionale alla Legge Speciale per Venezia, Renato Chisso, nel ringraziare il ministro, «per l’attenzione che ha sempre posto verso questo problema e perché questo atto arriva all’ultimo minuto e dunque la gioia è doppia», aggiunge che «per noi era un decreto necessario visto che di fatto si contermina la sola zona industriale di Marghera, liberando da vincoli incredibili zone civili, terreni agricoli e altre aree che non c’entravano nulla con i giusti vincoli che devono rispettare le aree industriali». (e.t.)

 

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