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TERMINAL DEI TRAGHETTI A MARGHERA

Imposte però prescrizioni vincolanti: il canale dei Petroli non sarà allargato, limiti al traffico

Niente canale dei Petroli allargato per il terminal dei traghetti a Marghera – per consentire più agevolmente le manovre delle grandi navi – e limiti precisi alla tutela del traffico e della presenza dei residenti con il progetto delle Autostrade del Mare. La commissione di Salvaguardia ha dato ieri il via libera al progetto definitivo del Porto per la piattaforma logistica e le nuove darsene per i traghetti a Marghera, ma con prescrizioni vincolanti che obbligano il committente a una profonda modifica dell’intervento. La richiesta di allargamento del canale dei Petroli – che la Salvaguardia aveva già fermato sulla base dei vincoli di Legge Speciale e di Palav che lo impediscono – sarebbe servita perché l’attracco dei traghetti è previste perpendicolarmente alle darsene – per contenerne un numero maggiore – e questo obbligava pertanto le navi a una manovra per l’uscita dal terminal. Ma, anche per la stessa pericolosità insita nell’evoluzione, la Salvaguardia ha fermato l’intervento e pertanto le navi in arrivo avanzeranno sino a un bacino di evoluzione più avanzato rispetto a quello previsto e usciranno dal terminal dalla parte posteriore. Per quanto riguarda invece le Autostrade del Mare, applicando quanto già previsto dall’accordo Moranzani, il progetto dell’accessibilità di terra dovrà separare i flussi commerciali da quelli urbani. In particolare, via Malcontenta dovrà essere mantenuta a raso – a tutela dei residenti che la utilizzano per il loro traffico di spostamento – e non sopraelevata per consentire il più agevole passaggio dei camion con le merci scaricate dal terminal. Dovrà essere eliminata qualsiasi interferenza con via dell’Elettricità e via della Chimica, con il passaggio in quota dei camion che si “scaricheranno” così direttamente sulla Romea. Anche il traffico ferroviario non dovrà essere turbato dalla nuova organizzazione degli accessi stradali dal terminal. La Salvaguardia ha inserito poi nel suo parere al Porto un’altra serie di prescrizioni vincolanti. Esse riguardano il rispetto della terza falda acquifera, la garanzia di un sistema di allacciamento delle acque al depuratore, come oggi non accade. E, ancora, il rispetto dell’ambiente e la riduzione dei rumori del terminal portuale nelle aree che fronteggiano le zone residenziali e il vicino campeggio. L’inquinamento luminoso dovrà essere ridotto verso l’esterno, con schermature e uso di led e a questo proposito è richiesta anche la presenza di una fascia di siepi e di alberi di alto fusto. Da tutelare anche la presenza di due antichi cippi settecenteschi di conterminazione lagunare e richiesta infine la presenza di un monitoraggio ambientale che “fotografi” periodicamente le condizioni di inquinamento dell’area che mette a contatto il terminal portuale con un’area popolata. Il progetto del Porto prevede la bonifica delle aree, la realizzazione di un viadotto sopra via Malcontenta dedicato alla viabilità del centro di Malcontenta che consentirà di evitare le strade dedicate al traffico commerciale. E ancora un percorso ciclopedonale lungo via Malcontenta (SP24); due rotatorie all’altezza di via della Chimica e di via dell’Elettronica, di collegamento con la viabilità esistente, e una terza rotonda tra via Malcontenta e la strada dell’autoparco. (e.t.)

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