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Pubblicato il decreto che autorizza il potenziamento degli impianti dell’azienda del gruppo Mantovani

Tratteranno rifiuti e fanghi pericolosi: la Municipalità e gli ambientalisti pronti alle barricate

MARGHERA – Lo scorso 10 aprile la Giunta regionale presieduta da Luca Zaia – su proposta dell’assessore all’Ambiente, Maurizio Conte – ha approvato il progetto di revamping che prevede il potenziamento dell’impianto di Alles spa (del gruppo Mantovani) di «ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi». Il sì della Giunta regionale tiene conto del parere favorevole dato dalla Commissione regionale per il Via (Valutazione impatto ambientale) al progetto di Alles, malgrado fosse stato bocciato per incompatibilità ambientale e urbanistica dal Consiglio comunale e dal Consiglio provinciale. Ma, dopo la pubblicazione sul Bollettino della Regione del via libera al progetto di Alles, il Comune di Venezia ha subito annunciato di essere pronto a far ricorso al Tar e ad ogni altro livello necessario.

«La delibera della Giunta regionale», spiega l’assessore comunale alle Politiche Ambientali, Gianfranco Bettin, «prevede la possibilità di trattare 180 mila tonnellate annue di rifiuti, il raddoppio della capacità di stoccaggio che passa da 6 mila a 12 mila tonnellate, l’aumento dei codici accettati, che passano dagli attuali 20 a 70, molti dei quali relativi a rifiuti pericolosi come fanghi, rifiuti fangosi, ceneri pesanti, scarti di mescole, terre e rocce contenenti sostanze pericolose, fanghi prodotti da trattamenti fisico-chimici con sostante pericolose e molti altri. Come se non bastasse, l’autorizzazione prevede la possibilità di conferire all’impianto di Alles rifiuti provenienti anche dall’esterno del bacino lagunare, con il rischio di fare, perciò, di Marghera la pattumiera d’Italia, in pieno disprezzo con quanto prevede il vigente Piano regolatore urbanistico».

Dura anche la presa di posizione del presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso:

«La decisione della Giunta regionale», dice, «è oltraggiosa e non rispetta questa città che con l’approvazione di questo progetto subirà un ulteriore attacco alle sue già precarie condizione di salute. L’Arpav ha stimato un aumento delle polveri sottili e rumori del 30% e gli stessi pediatri di Mestre e Marghera avevano chiesto al presidente Zaia di bloccare il progetto. Invece Zaia l’ha approvato, aprendo così la strada al business dei rifiuti a Marghera, con un precedente pericolosissimo che premia, oltre tutto, fa parte del gruppo Mantovani il cui presidente è sotto inchiesta. Noi, comunque, ci batteremo fino in fondo perché questo progetto non diventi mai operativo».

Il consigliere comunale, Beppe Caccia, rincara la dose e definisce l’autorizzazione al progetto di Alles

«un atto di inaudita arroganza da parte di Mantovani spa e della Regione. Sarebbero queste le politiche industriali e ambientali della Giunta di Zaia, Chisso e Conte, che dovrebbero riconvertire e riqualificare il polo di Porto Marghera?», si chiede Caccia. «Ma non s’illudano, la loro arroganza troverà tutte le possibili barricate, formali e materiali».

Pure l’associazione Vas (Verdi Ambiente Società) di Venezia definisce «grave» la decisione della Giunta regionale

«perché sia il Comune, sia la Provincia di Venezia avevano detto no a questo progetto che prevede la possibilità di conferire all’impianto rifiuti provenienti anche dall’esterno del bacino lagunare».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Assemblea permanente di Marghera contro il rischio chimico prende una netta posizione contro il via libera della Giunta regionale ad Alles e annuncia nuove mobilitazione e iniziative di protesta contro Alles e Zaia. Infine, il consigliere comunale dell’Udc, Simone Venturini, ha presentato un’interrogazione in cui chiede al sindaco

«quali azioni intenda intraprendere per ostacolare e impedire che Marghera si trasformi in pattumiera d’Italia».

Gianni Favarato

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