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Appello alla giunta di commercianti, artigiani e agricoltori

ASOLO – Ascom, Confartigianato AsoloMontebelluna, Cia, Cna e Coldiretti bocciano il Pat e inviano una lettera a tutti i gruppi consiliari che siedono nell’assemblea asolana. «Sfruttiamo quello che abbiamo già», ribadiscono. L’impegno chiesto dalle associazione di categoria alla giunta Baldisser e alla maggioranza che la sostiene è chiarissimo: «Basta sfruttare il territorio». La mobilitazione per fermare l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio continua. Davanti ai 350 mila metri cubi di cemento previsti dal piano presentato dal vicesindaco Federico Dussin, commercianti, artigiani e agricoltori avevano alzato già la voce e assieme ai cittadini e alle minoranze consiliari avevano bacchettato la giunta. Nelle tavole del Pat è stata disegnata una nuova immensa area industriale ai piedi della Rocca, vicino alla sede della Replay.

«Quando in realtà esiste già una zona industriale»,

fa notare Stefano Zanatta, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna,

«Perché bisogna costruire ancora? Meglio mantenere l’attuale area industriale senza consumare in maniera selvaggia il nostro territorio».

Nel nuovo piano di assetto del territorio, adottato dalla giunta, l’attuale area industriale che si trova a cavallo di via Galilei, via dell’Artigianato, via Monache e via Venezia rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. «Questa operazione non ha senso, l’attuale area si svaluterebbe dal punto di vista economico», sottolinea Zanatta. Il nuovo Pat riconverte le aree esistenti in uffici, residenze oppure in aree agroindustriali e per la produzione energetica all’interno della zona industriale. Per artigiani, commercianti e agricoltori un vero e proprio «spreco». Trascorsi 5 anni dall’entrata in vigore del Pat e del piano degli interventi, in caso di abbandono o di smantellamento delle attività produttive già esistenti, non sarà possibile l’insediamento di altre aziende causando così il tracollo finanziario dell’economia del territorio. Secondo le associazioni di categoria le conseguenze dell’adozione di questo piano sarebbero, per questi motivi, gravissime. «In primo luogo siamo in presenza di aree non ancora completate», scrivono nella lettera i presidenti, «Il danno economico che creerebbero alle aziende è tanto evidente quanto sostanzioso. Per questo chiediamo di fare attenzione perché potrebbe causare seri danni all’economia». E in questi giorni tecnici incaricati dalle cinque associazioni di categoria stanno verificando le tavole del Pat. «Dobbiamo lavorare assieme per valorizzare questa “perla”, non per distruggerla», dichiara Zanatta, «Questo territorio è legato soprattutto al turismo e quindi sfruttiamo quello che abbiamo». E quale sarà il prossimo passo? «Al consiglio comunale in cui si parlerà del Pat saremo tutti presenti», annuncia il presidente, «Speriamo che venga discusso il prima possibile perché il nostro territorio va salvaguardato».

Vera Manolli

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