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Gazzettino – Mestrinaro: i sigilli non si toccano

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

apr

2013

ZERO BRANCO – Gli avvocati della ditta hanno rinunciato al ricorso contro il sequestro

Rimangono sotto sequestro l’area di 10 ettari in uso alla società Mestrinaro di Zero Branco, ritenuta dalla Procura di Venezia responsabile della gestione di ingenti quantità di rifiuti pericolosi. Ieri mattina era prevista l’udienza in cui il Tribunale del Riesame avrebbe dovuto prendere in considerazione la richiesta di dissequestro avanzata dall’avvocato padovano Fabio Pinelli. In realtà, poco prima dell’udienza è arrivata la rinuncia a discutere e pertanto il Tribunale non ha potuto che prendere atto e dichiarare l’inammissibilità del ricorso.
Perché questa mossa? Le ragioni sono probabilmente due. La prima è che comunque il sequestro sarebbe stato mantenuto e la seconda, molto più importante, è che il ricorso è servito alla difesa per avere copia delle “carte” in possesso del pubblico ministero Giorgio Gava e predisporre così una strategia difensiva nel merito del procedimento.
L’ipotesi di accusa nei confronti di cinque persone (Maurizio Girolami, Loris Guidolin, Mario e Lino Mestrinaro e Italo Bastianella) è di traffico illecito di rifiuti. Giovedì 11, su disposizione della Procura di Venezia, i carabinieri del Noe di Venezia e Treviso avevano apposto i sigilli ad un’area di circa 10 ettari a Zero Branco sulla quale si trovano 5mila 900 tonnellate di rifiuti, che l’azienda ritiene già sigillati. Per i militari, l’azienda avrebbe gestito tra il 2010 e il 2012 circa 40mila tonnellate di materiale inquinato costituito da terre, rocce di scavo e scorie derivanti da combustione che non sarebbero state inertizzate.
La scoperta di questa vicenda ha messo sul chi va là gli artefici di tutte le grandi opere del territorio, nel timore che possano essere stati utilizzati materiali provenienti da un trattamento non del tutto ortodosso.
Intanto, il sostituto procuratore Giorgio Gava si accinge a chiudere l’indagine e a breve dovrebbe depositare gli atti. La chiusura è il momento che prelude alle richieste di rinvio a giudizio, sempre che non intervengano fatti nuovi che ribaltino tutto l’impianto.

 

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