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«Non vogliono ammetterlo»

«La legge ci ha tolto la possibilità di mantenerlo, loro hanno paura di dirlo»

«I sindaci hanno paura di dirlo ma la sostanza è che ai Comuni è stata tolta la possibilità, nei termini di legge, di mantenere il Giudice di Pace».

Il sindaco di Mira Alvise Maniero dopo la Conferenza dei sindaci di qualche giorno fa a Vigonovo espone il suo pensiero sul mantenimento della sede del Giudice di Pace a Dolo.

«L’ultima conferenza dei sindaci è durata quasi 3 ore e mezza – afferma Maniero – per discutere su una quantità di elementi nei quali è difficile arrivare ad una sintesi»

Maniero ricorda i tagli che hanno subito in questi anni i Comuni dallo Stato e dalla Regione.

«Sembra voglia tagliare anche le risorse per i minori vittime di violenze – dichiara preoccupato Maniero – e siamo costretti a rimodulare continuamente la spesa per il sociale. In questo contesto si inserisce anche il taglio alla sede del Giudice di Pace di Dolo».

Secondo Maniero c’è troppa confusione sulle spese di mantenimento e di gestione. «Noi vogliamo far di tutto per mantenere questo servizio importante per i cittadini della Riviera – dichiara il sindaco di Mira – e siamo disposti a concordare una ripartizione delle spese per comuni ma proprio le spese di mantenimento variano continuamente, prima si diceva 100 mila euro l’anno, poi sono passate a 160 mila. Questo per l’inserimento da parte di Dolo delle spese di affitto quando ai Comuni invece è specificatamente vietato creare nuovi contratti d’affitto. Analoga questione sulle spese di personale della sede del Giudice che non può essere, per legge, a carico dei Comuni.

Insomma – sottolinea Maniero – pur lavorandoci da settimane sotto il profilo tecnico ritengo ci siano molte, troppe, cose tirate, al limite delle nostre possibilità giuridiche».

Secondo il giovane sindaco di Mira pentastellato le forzature che dovrebbero essere inserite nella convenzione per il mantenimento del Giudice di Pace a Dolo rischierebbero di far saltare tutto al primo accertamento, magari della Corte dei Conti.

«La volontà politica per mantenere il Giudice di Pace a Dolo c’è – afferma Maniero – ma non può andare a scapito della legalità. Ho invece il fondato timore, ma i colleghi sindaci forse non vogliono ammetterlo, che ai Comuni è stata tolta la possibilità di mantenere la sede del Giudice di Pace rispettando i termini legali imposti alle amministrazioni comunali».

 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – Mira rischia l’accorpamento a Mestre se non approverà la convenzione

Se Mira, alla fine, dovesse essere l’unico comune della Riviera del Brenta a non approvare la convenzione per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace di Dolo, si potrebbe arrivare ad una nuova definizione della territorialità giudiziaria.
Le indiscrezioni arriverebbero direttamente dal Ministero della Giustizia.
Un quadro che andrebbe a sconvolgere quella che fino ad oggi è stata la mappatura degli uffici della zona. Attualmente nessuno degli esponenti della politica locale o rappresentante delle associazioni di categoria pare voglia esporsi su questa che viene data come più di una semplice eventualità. Nei piani del Ministero di via Arenula si sta pensando anche ad una soluzione diversa rispetto alla sottrazione o al mantenimento in toto del servizio.
La riuscita o meno dell’operazione sarà data dal numero dei comuni che porteranno entro il 29 aprile all’approvazione della bozza di convenzione uscita dalla Conferenza dei Sindaci della scorsa settimana. Infatti, se dovesse emergere che in Riviera del Brenta il solo comune non disponibile ad accettare la bozza così com’è, fosse Mira; allora si potrebbe arrivare alla creazione di una nuova geografia giudiziaria. Dove tutti i comuni della Riviera del Brenta continuerebbero a far riferimento al Giudice di Pace di Dolo. Mentre Mira sarebbe accorpato a Mestre. Questo andrebbe a significare che i miresi per discutere di una causa dovrebbero recarsi a Mestre. Mentre gli altri rivieraschi continuerebbero a far riferimento a Dolo. Adesso, la decisione è nelle mani del sindaco Alvise Maniero che dovrà valutare insieme alla sua maggioranza quale strada percorrere. Sulla questione si è esposto anche uno dei decani del foro dolese, l’avvocato Stefano Marrone. «Sono davvero stupito – afferma – del fatto che alcuni non reputino fondamentale il mantenimento di un servizio presente in Riviera del Brenta da oltre 10 anni».

 

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