Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Treni “leggeri” al via

Tra maggio e giugno arrivano 14 convogli per le tratte più battute

ASSESSORE «A novembre – dice Chisso – al via 13/14 convogli da 7 o 9 carrozze per 700 persone».

È troppo presto per brindare e tagliare nastri ma finalmente c’è una data definitiva, almeno questo assicura l’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, che ci aggiunge pure la fine del sovraffollamento dei treni per i pendolari. Il primo nucleo del Sistema ferroviario metropolitano regionale, quello più corposo e centrale, e che era atteso per giugno, diventerà invece pienamente operativo a novembre anche se già da settembre il servizio verrà avviato in forma ridotta, e sarà una sorta di prova generale del sistema Sfmr che unirà Castelfranco, Treviso, Padova e Mestre con convogli che passeranno ogni mezz’ora.
Il piano dell’amministratore delegato delle Ferrovie Mario Moretti è stato approvato in Giunta regionale, e presto ai primi due nuovi convogli già arrivati si aggiungeranno gli altri 20 ordinati dalla Regione. «La consegna è prevista tra maggio e dicembre ma il grosso sarà qui tra giugno e agosto – spiega Chisso -: si tratta di 13 o 14 convogli da 7 o 9 carrozze in grado di trasportare circa 700 persone, e destinate alle linee già elettrificate. Gli altri saranno convogli da 4 carrozze e spinti da motori diesel per le zone più periferiche che non hanno ancora l’elettricità».
L’Sfmr partirà, dunque, con un sistema misto diesel-elettrico per poter collegare le località che fanno parte del primo lotto.
«È una scelta obbligata, almeno all’inizio e fino a che non avremo completato il secondo e terzo lotto dei lavori. E in quest’ambito abbiamo organizzato le cose in modo da risolvere i problemi di sovraffollamento dei treni: usiamo le navette».
Il sistema, in buona sostanza, prevede una rottura di carico, ossia bisogna cambiare, ma in compenso garantisce la disponibilità di posti: per fare un esempio il treno che parte da Belluno in direzione Mestre sarà un convoglio diesel; arrivato a Conegliano, dove inizia la linea elettrificata, farà scendere i passeggeri e tornerà indietro; i viaggiatori saliranno su un convoglio più grande che arriverà a Mestre e non sarà già strapieno a Treviso. «È un compromesso che consente di migliorare il servizio – continua l’assessore regionale -. Adesso se si perde un treno bisogna aspettare un’ora, dopo si troverà subito posto nell’altro convoglio».
Fino a novembre i milioni spesi su quest’opera, impostata nel 1992 e i cui lavori sono iniziati nel 2002 saranno 600, ne mancano altri 250 per completare la seconda e la terza fase. La seconda doterà di infrastrutture le linee del perimetro più ampio, come Vicenza-Padova o Conegliano-Belluno, dove ci sono ancora passaggi a livello e altri ostacoli da superare, e quindi la velocità di esercizio è più lenta. La terza ed ultima prevede l’elettrificazione totale delle linee «e quindi i convogli più lunghi potranno arrivare ovunque senza più interruzioni di carico» conclude Renato Chisso.
In mezzo al sistema complessivo ci sono ancora dei buchi, come alcune stazioni da realizzare ancora non è chiaro dove, ad esempio tra Mestre centro e Carpenedo, ma l’Sfmr a novembre deve partire e quel che manca verrà aggiunto.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui