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Gazzettino – “Agricoltura, troppa burocrazia”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

apr

2013

VENETO – Semplificazione delle procedure amministrative, dure critiche di Coldiretti alla Regione

Il presidente Piazza “avvisa” Zaia: «Non vogliamo lo scontro, ma ci siamo vicini. Bisogna accelerare»

La sburocratizzazione promessa da Luca Zaia? «A parole». La semplificazione annunciata a Palazzo Balbi? «Sulla carta». Giorgio Piazza, riconfermato lo scorso gennaio per la terza volta alla guida di Coldiretti Veneto, scuote la testa: «Non ci siamo». L’organizzazione leader del settore agricolo, con 75mila fascicoli di cui 60mila di aziende attive in tutta la regione, non nasconde l’amarezza:

«Noi che eravamo gli anticipatori siamo stati sorpassati. Perfino la Puglia è più avanti di noi».

Sarà che dal governatore le attese erano tante. Sarà che, con un passato di ministro dell’Agricoltura, da Zaia il mondo rurale si aspettava molto. Troppo?

«Il Veneto della semplificazione burocratica – dice Piazza – in agricoltura è fermo al primo provvedimento: con un clic si può avere la certificazione di “iap”, imprenditore agricolo professionale, ma su agriturismo ed edificazione in zona agricola siamo indietro».

L’”Ufficio complicazione affari semplici”, come lo definisce il governatore, in agricoltura c’è ancora:

«Io che faccio il viticoltore – dice Piazza – per fare un litro di vino ho la bellezza di 39 adempimenti».

La Coldiretti avverte:

«Sappiamo che la volontà c’è, ma il fattore tempo è fondamentale. Noi non vogliamo andare al conflitto con la Regione, ma faccio presente che manca veramente poco. I numeri sono esaurienti: sulla sburocratizzazione abbiamo presentato 12 proposte, ne hanno riconosciute 3, una sola è operativa».

E adesso che in Regione il giro di boa è superato, la Coldiretti torna a reclamare «buona politica»:

«Le risorse sono poche, lo sappiamo, dal 2003 al 2013 i fondi a libera destinazione per l’agricoltura sono scesi da 230 a 80 milioni. Ma proprio perché sono poche, le risorse devono essere usate in maniera “smart”, con efficacia, furbizia, intelligenza. Oltre alle smart-city, noi vorremmo le smart-countries».

Sull’Agenzia veneta per l’innovazione del sistema primario, che l’assessore Franco Manzato presenterà giusto oggi alla quarta commissione consiliare a Palazzo Ferro Fini, il giudizio di Coldiretti è sospeso:

«Aspettiamo di essere informati e coinvolti. Certo, per noi, Avepa e Veneto Agricoltura andrebbero tenuti distinti. Si può discutere degli organici, ma i ruoli sono completamente diversi».

E resta sullo sfondo la polemica su Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta a livello nazionale, ma anche regionale e a cascata nelle province, le aziende di Cia, Confagricoltura, Fedagri Confcooperative, Legacoop agroalimentare, Agci Agrital. Un solo assente: Coldiretti. E tanto è bastato per un fuoco incrociato di accuse, intensificato dalla nascita ad opera di Coldiretti della centrale di cooperative Ue.Coop. Piazza non si scompone delle critiche:

«A parte il fatto che a noi di far parte del coordinamento Agrinsieme non l’ha chiesto nessuno, faccio presente che prima si discute di temi strategici e poi, quando c’è unità di intenti, si ragiona sui percorsi. Quanto alla centrale cooperativa, non è assolutamente la risposta ad Agrinsieme: l’idea risale a quattro anni fa».

E punzecchia:

«Ora che le altre sigle sono tutte assieme nel coordinamento, mi aspetto che ai tavoli istituzionali mandino un solo rappresentante».

 

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