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la reazione del ministero

DOLO. Mira e Camponogara saranno esclusi dal servizio del giudice di pace. Il ministero della Giustizia ridisegnerà, infatti, la mappa delle competenze del giudice di pace di Dolo e trasferirà i Comuni guidati da Alvise Maniero e Gianpietro Menin, che hanno manifestato la loro contrarietà a contribuire al costo del personale, sotto la giurisdizione del giudice di pace di Venezia. A riferirlo l’avvocato Stefano Marrone, di rientro da Roma.

Il ministero della Giustizia è già pronto ad accorpare i due Comuni dissidenti al Tribunale della città lagunare costringendo così i cittadini a macinare chilometri per ottenere il servizio che riguarda tutte quelle cause minori, sia in ambito civile che penale. Mantenere l’ufficio del giudice di pace di Dolo costerà 150mila euro. I vari Consigli comunali, dopo l’atto di indirizzo della conferenza dei sindaci, dovranno farsi carico dei costi comunicandolo al ministero. Il costo del personale ammonterà a circa 90mila euro, gli altri 60mila serviranno per il mantenimento delle strutture e delle utenze. L’importo sarà ripartito tra i Comuni con il criterio della popolazione. Il presidente dei sindaci Damiano Zecchinato aveva spiegato ai sindaci dei vari Comuni che ognuno doveva prendersi la propria responsabilità e decidere se mantenere o meno il servizio in Riviera del Brenta. Così è stato ma ora, visto che per legge la sede del giudice di pace deve rimanere a Dolo, il Ministero dovrà ridisegnare la mappa di competenza. Inquietudine tra gli avvocati della Riviera del Brenta. «Sono molto dispiaciuto», spiega l’avvocato Marrone, «perché c’è sempre qualcuno che vuole remare contro il nostro territorio anche per i servizi ai cittadini».

Davide Massaro

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Dolo paga caro il giudice di pace

Costi quadruplicati per il Comune dopo il “no” di Mira e Camponogara

DOLO. Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, ha inviato al ministero della Giustizia l’istanza per il mantenimento degli uffici del Giudice di pace nel comune rivierasco. Il testo prevede che i comuni del territorio, tramite l’approvazione di un documento in consiglio comunale, si facciano carico delle spese sia del personale che della struttura. A sottoscrivere l’istanza sono stati otto comuni (Dolo, Campagna Lupia, Fiesso, Vigonovo, Stra, Pianiga, Fossò e Campolongo) mentre Mira e Camponogara non hanno deliberato. «Il Comune di Dolo si farà carico anche dei costi dei comuni di Mira e Camponogara», dice il sindaco Gottardo, «inoltre abbiamo deciso, essendo di nostra proprietà gli uffici che ospitano il giudice di pace, di non voler ricevere l’affitto».

Il Comune di Dolo per mantenere l’ufficio del giudice di pace spenderà quindi 14 mila euro che era la cifra prevista dalla suddivisione per popolazione fatta con gli altri comuni, oltre ai 31 mila euro di mancati introiti di affitto, oltre ai costi dei comuni di Mira e Camponogara che sono circa 52 mila euro. La decisione dei due comuni di non deliberare potrebbe avere ripercussioni sulla conferenza dei sindaci.

«Chiederò al presidente Damiano Zecchinato di convocare una riunione della conferenza dei sindaci», dice Maddalena Gottardo, «mi chiedo che futuro può avere un’istituzione di questo tipo se si spacca alla prima battaglia. Che senso ha restarci?».

L’invio dell’istanza per il mantenimento del giudice di pace viene commentata positivamente dagli avvocati. «Accogliamo con soddisfazione l’istanza per il mantenimento della sede dell’ufficio del giudice di pace di Dolo», dice Michele Zatta, presidente della Camera degli Avvocati, «dispiace che alcuni comuni non abbiano compreso l’importanza della questione».

Giacomo Piran

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