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Bettin denuncia chi lo minaccia. Paolini: «Paga le sue battaglie»

MARCO PAOLINI – L’attore a Marghera ha parlato delle minacce a Bettin: «Gianfranco mi manca molto. Doveva essere qui con noi.»

L’orazione di Paolini: «Paga le sue denunce»

A Marghera per la Festa patronale di Cà Emiliani l’attore parla dell’assessore e accusa i consumatori di stupefacenti

Non poteva esserci luogo più adatto per dimostrare solidarietà a Gianfranco Bettin. Più adatto di quello scelto dall’attore Marco Paolini, giovedì sera. Luogo più adatto del palcoscenico allestito a Cà Emiliani, il rione dell’infanzia e della giovinezza dell’assessore all’Ambiente Bettin. Del resto, Paolini, a fine aprile, aveva accettato proprio l’invito di Bettin di partecipare gratuitamente alla festa patronale, a Cà Emiliani.

«Mi manca e mi dà fastidio che non sia potuto venire qua. Gianfranco Bettin

– sottolinea l’attore dal palco nei primi dieci minuti di spettacolo, seguito da uno scroscio di applausi –

paga il fatto di denunciare le cose con nome e cognome, mentre la violenza ha bisogno di lavorare nel silenzio. La storia di Gianfranco e di Marghera è legata alla sua voce contro l’omertà dei traffici illeciti».

Paolini guarda dritto negli occhi gli spettatori che gremiscono la tensostruttura allestita sul «campasso» di Cà Emiliani:

«Il 10 per cento di quelli che sono qui sono consumatori e pensano di non rompere le scatole a nessuno. Non sanno, invece, di essere corresponsabili di quello che sta denunciando lui. Sono stufo di sapere che qualcuno paga al posto di altri».

Parole che vanno dritto al cuore soprattutto di coloro che Gianfranco lo conoscono da quando aveva i calzoni corti, come gli organizzatori della festa patronale che, ieri, hanno fatto sapere di essere vicini all’assessore e di condividere le parole di Paolini. Le parole dure come pietre non tolgono il riso durante oltre tre ore di spettacolo che si dipana tra la sentenza del tribunale dell’Aquila contro la Commissione ministeriale grandi rischi e un sunto dello spettacolo su Galileo Galilei, un richiamo alla parete della chiesa attrezzata per le scalate

«l’unica palestra di roccia benedetta del Veneto»,

le zanzare di Marghera che

«ringraziano tutti coloro che sono arrivati stasera».

 

L’ACCUSA «Questa è istigazione a delinquere, si assuma la responsabilità di quel che dice»

Attacco su Facebook, Bettin denuncia

L’assessore ha querelato l’autore di un commento in internet che invita l’aggressore a fare sul serio

WEB – L’autore del post ha firmato con nome e cognome

LA GIUNTA  «Gli siamo vicini e speriamo si risolva tutto al più presto»

Ieri mattina, nella riunione di giunta, il sindaco Giorgio Orsoni e gli assessori hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza al collega Bettin, auspicando che questa situazione possa risolversi al più presto nel migliore dei modi.
Intanto, dopo il farabutto, ecco il deficiente.

«Ho dato mandato ai miei avvocati di denunciare per istigazione a delinquere (minaccia grave e omicidio plurimo) il signor C.D.R. di Venezia che, su un sito molto frequentato, a commento delle minacce di morte ricevute da me e, soprattutto, da mia madre, ha pubblicamente auspicato che ad esse si dia seguito, anzi che vi si aggiunga qualcosa di peggio (?), oltre a manifestare la propria soddisfazione per quanto accaduto.»

Insomma, a distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della notizia che Gianfranco Bettin e sua madre sono minacciati di morte, ecco che appare su facebook, ma viene postato sul sito di un giornale locale, l’intervento di una persona che plaude alle minacce di morte e rincara la dose, chiedendo all’ignoto aggressore che se la sta prendendo con Bettin e sua madre che vada fino in fondo e cioè che passi dalle minacce ai fatti. Questo C.D.R. è una specie di dj, maniaco della musica techno e dal profilo facebook non si direbbe un genio laureato alla normale di Pisa. Fatto sta che lui ha postato un commento che invita all’assassinio e adesso ne risponderà in Tribunale. Bettin gli chiederà che

«spieghi, in quella autorevole sede e non all’ombra delle chiacchiere tra cialtroni e tra vigliacchi, come può un essere pensante auspicare non solo che il sottoscritto, ma una donna anziana e inerme possano fare la fine che si augurano le minacce da lui festosamente salutate. La mia denuncia non ha niente a che fare con la libertà di espressione in Rete, libertà che difendo nel modo più radicale contro ogni censura e controllo autoritario. Avrei denunciato C.D.R. anche se avesse detto quelle cose in televisione o le avesse scritte nell’edizione cartacea di un giornale o vergate sui muri. Naturalmente, è meno peggio un’odiosa minaccia firmata su un sito che una anonima, ravvicinata, nel cuore della notte. Ma quando quest’ultima viene esaltata e sottoscritta, chi lo fa se ne deve assumere la responsabilità fino in fondo».

Intanto non si contano i messsaggi di solidarietà a Bettin, anche nel sito internet che ha postato, ma subito tolto il messaggio delirante di C.D.R. Paolo Dalla Vecchia, assessore all’Ambiente della Giunta provinciale:

«Sei una persona buona e illuminata che sta facendo da anni del bene con la mitezza, il coraggio e la forza dei giusti, per questo ti attiri il male diffuso della criminalità. La tua sensibilità ti ha portato anche e soprattutto nel ruolo di amministratore a dire la verità».

Mariateresa Di Riso:

«Esprimo anche a nome del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà piena solidarietà e vicinanza all’assessore Bettin. Ci uniamo al coro unanime di ferma condanna a questa come ad ogni forma di intimidazione e violenza, certi che le forze dell’ordine faranno tutto il possibile per assicurare alla giustizia i responsabili. Rinnoviamo inoltre a Gianfranco Bettin il nostro affetto e l’ammirazione per il coraggio civile che ha sempre dimostrato e sta dimostrando anche in questo frangente».

 

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