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In cinquecento giovedì sera alla festa del Gesù Lavoratore.

L’assessore: «Bello sentire la vicinanza della mia comunità»

MARGHERA.

«Non è giusto che non sia qui con noi. Però non c’è, e mi manca. Un pensiero a Gianfranco».

È arrivata dalla festa della parrocchia del Gesù Lavoratore, dove giovedì sera è stato ospite l’attore Marco Paolini, l’abbraccio – nella forma di un lungo applauso – della comunità di Marghera a Gianfranco Bettin, l’assessore all’Ambiente minacciato, e con lui e la madre, di morte. Cinque episodi che si sono ripetuti nell’ultimo mese e mezzo: citofonate e scritte intimidatorie nell’ascensore di casa e fin sulla porta del suo appartamento, dove è stata disegnata una bara con il suo anno di nascita e il presunto anno di morte. Nelle ultime settimane Bettin si era speso per far arrivare l’attore del “Milione” a Marghera e giovedì sera doveva accompagnarlo nello stand allestito dai volontari a lato della chiesa. Paolini ha voluto testimoniare la sua solidarietà a Bettin all’inizio del suo monologo dedicato a Galileo, e a molto altro, di fronte a oltre cinquecento persone. Se sono vere le statistiche secondo le quali il 10% delle persone fanno uso di droga – ha detto Paolini rivolgendosi al pubblico – qui davanti c’è qualcuno di voi che pensa di non far male a nessuno, e forse anche senza averne coscienza, facendo uso di sostanze alimenta quel mercato criminale contro il quale si batte Gianfranco Bettin.

Il lungo applauso degli spettatori, tra i quali c’erano il parroco della chiesa del Gesù Lavoratore, don Luca Biancofior e il presidente della Municipalità di Marghera, Flavio dal Corso, è stato il modo per la comunità di stringersi intorno a Bettin, che proprio a Marghera ha condotto le sue battaglie principali contro la criminalità, e soprattutto contro lo spaccio di droga.

«Gianfranco doveva partecipare alla performance di Paolini ma per la situazione che si è venuta a creare in questi giorni non hanno permesso la sua presenza. Ci ha mandato i suoi saluti, noi condividiamo le parole che sono state espresse da Paolini, e condanniamo questi atti stolti messi in atto nei confronti di chi si impegna da sempre nella vita della nostra comunità»,

fa sapere Renzo Cavalletto, tra i promotori della festa della parrocchia che quest’anno porterà a Marghera circa 2.000 bambini per cimentarsi nei percorsi di Arrampilandia: la parete della chiesa del Gesù lavoratore è stata infatti allestita come una parete attrezzata. Bettin in queste ore sta installando un sistema di video-sorveglianza con telecamera puntata sull’ingresso al suo appartamento ed è stato informato della solidarietà arrivata da Marghera.

«Da una comunità di frontiera» dice «ma molto vitale, una comunità ricca di attività, e che non posso che ringraziare per la vicinanza espressa».

Ieri solidarietà a Bettin è stata espressa anche dai colleghi nella riunione della giunta – riunione alla quale non ha partecipato – e dal coordinamento nazionale di Sinistra ecologia e libertà (Sel):

«Ci uniamo al coro unanime di ferma condanna a questa come ad ogni forma di intimidazione e violenza» dice Mariateresa Di Riso «certi che le forze dell’ordine faranno tutto il possibile per assicurare alla giustizia i responsabili».

Per l’associazione “In Comune” la solidarietà manifestata in questi giorni testimonia due cose:

«l’esistenza in città di un giacimento attivo di coraggio civico, non disponibile a subire in silenzio alcuna arroganza, sopruso o violenza, e l’indiscusso riconoscimento dell’attività di pubblico amministratore e dell’impegno per la nostra comunità di cui Bettin si è fatto e continuerà a farsi carico. Il nostro messaggio è limpido: non ci facciamo intimidire».

Francesco Furlan

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