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Duro attacco dell’assessore comunale all’Ambiente alla delibera regionale che autorizza il revamping dell’azienda: «Si è stravolto il piano regolatore»

«Finora con il sistema efficace di controlli di matrice pubblica, l’illegalità nel settore rifiuti a Porto Marghera è stata ridotta al minimo anche perché si trattano solo i rifiuti prodotti nell’area con un sistema rigoroso di controlli. Ma oggi il rischio esiste perché per autorizzare il revamping di Alles Spa, la giunta regionale del Veneto ha stravolto il Piano regolare di Porto Marghera, con il rischio concreto di far arrivare qui il Far West».

Non ha dubbi, Gianfranco Bettin. La scelta della giunta regionale di autorizzare il revamping dell’impianto di Alles Spa, società del gruppo Mantovani ( finita nel ciclone dell’inchiesta sul giro di fatture false che ha portato in carcere il presidente Piergiorgio Baita, ndr) , è un clamoroso errore della Regione Veneto guidata dal leghista Luca Zaia.

Per concedere il trattamento di 70 diversi codici di rifiuti, contro i 20 attuali,

spiega Bettin nel municipio di Mestre

«si è cambiato il piano regolatore dell’area nel punto che vieta il trattamento di rifiuti che arrivano dall’esterno del territorio veneziano. Aprirsi a quel mercato significa aprirsi ad un rischio fortissimo»,

precisa l’assessore all’Ambiente di Venezia ricordando che la decisione della giunta regionale arriva dopo il via libera della commissione Via di

«cui fanno parte dodici tecnici di nomina regionale più un tredicesimo di nomina Arpav, ma sempre riconducibile alla Regione».

Una votazione simile ad un “porcellum”, attacca l’assessore visto che con i loro pareri contrari e contando solo un voto ciascuno, Comune e Provincia si sono trovati in minoranza schiacciante.

Una scelta poi che stride con l’allarme lanciato dal rapporto Dia, la direzione investigativa antimafia, nel 2011 secondo cui la mafia aveva messo le mani anche a «Porto Marghera sul traffico di rifiuti». Se l’allarme è di due anni fa, il rischio è concreto, avverte l’assessore comunale all’Ambiente.

«Per questo occorre guardare con attenzione agli assetti societari delle aziende impegnate nel settore e occorre evitare, anche, indebiti allargamenti dei permessi a operare di impianti che possono essere oggetto di operazioni non pienamente controllabili»,

segnala Bettin con un chiarissimo riferimento alla vicenda del revamping di Alles, delibera regionale

«pericolosissima perché rischia di far saltare il sistema collaudato di controlli pubblici sul ciclo dei rifiuti tossici che ora è pressoché completamente un ciclo locale».

Dal via libera al revamping di Alles Spa avverte l’assessore comunale

«il rischio di aprirsi ad avventurieri e a criminali viene così moltiplicato e questa è una inquietante, pericolosa, deregulation di tutta l’area».

Per questo motivo, quindi, la giunta Orsoni ha confermato che ricorrerà al Tar, tribunale amministrativo del Veneto, per chiedere la sospensiva della delibera regionale che autorizza Alles Spa ad aumentare le sostanze trattate nell’impianto di Marghera.

E la mobilitazione coinvolge anche comitati e associazioni ambientaliste che si ritrovano stasera in una grande assemblea cittadina a Marghera. L’Osservatorio, attivato da Comune e Legambiente, continuerà ad occuparsi di legalità e traffici ambientali: dal consumo di suolo agli affari delle ecomafie locali e nazionali con convegni e pubblicazioni.

Mitia Chiarin

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