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Un’altra tragedia con protagonista una nave che va a cozzare, stavolta contro la banchina del porto di Genova. E Venezia torna a interrogarsi sul rapporto tra la città e le navi, sempre più grandi, che la attraversano. Il primo a scendere in campo è il comitato “No grandi navi” che chiede al Governo l’immediata applicazioni del decreto Passera-Clini, senza aspettare alternative.

«Fuori le navi da oltre 40mila tonnellate, subito»

tuona il portavoce, Silvio Testa, invitando a riflettere sulle assicurazioni di Autorità Portuale e Vtp sulla sicurezza del traffico a Venezia:

«Forse anche a Genova parlavano così prima dell’incidente. Ma una nave, si è visto, può andare alla deriva, prendere fuoco o perdere carburante. Se succedesse in Bacino di San Marco? O in laguna? Avvicinarsi a una soglia di rischio non è mai accettabile».

Per Tommaso Cacciari la strage di Genova è la riprova che

«queste mega navi non riescono ad essere frenate dai rimorchiatori, che guasti ed errori possono succedere anche se i piloti sono abilissimi e le condizioni meteo ottime».

A un’estromissione immediata delle grandi navi puntano anche i consiglieri della lista In comune, Giuseppe Caccia e Camilla Seibezzi, che in un’interrogazione chiedono la convocazione del Comitatone per l’«estensione e l’applicazione del decreto rotte, in modo da disporre il divieto di accesso alle acque della laguna di tutti i natanti di stazza superiore alle 40mila tonnellate». Mentre una soluzione «alternativa al percorso attuale» viene chiesta da Sebastiano Bonzio e Simone Stefan, di Rifondazione:

«Non possiamo fare gli struzzi per non vedere i rischi che Venezia corre ogni giorno».

Ben diversi i toni del comitato cruise Venice, che ricorda che gli «incidenti possono essere spesso imprevedibili» e chiede di «accelerare i tempi per una soluzione che assicuri la continuità del traffico crocieristico e, come già avviene, tuteli la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza della navigazione, anche se il porto di Venezia, per le sue caratteristiche geofisiche, è considerato uno dei più sicuri del Mediterraneo» conclude il presidente Massimo Bernardo. E un invito a non fare paragoni azzardati arriva dal capogruppo del Pdl, Michele Zuin: «Non si può riportare ogni incidente alle navi da crociera a Venezia. Questo è sciacallaggio». (r. br.)

 

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