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Gazzettino – E Venezia chiede di spostare le grandi navi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

mag

2013

Il sindaco Orsoni sollecita il ministro Lupi ad attuare il piano Clini: la rotta delle crociere lontana da San Marco

Una riunione del Comitatone (il Comitato interministeriale per la salvaguardia di Venezia) per decidere sull’attuazione del decreto Clini-Passera sul passaggio in laguna delle grandi navi e sulla giurisdizione nelle acque veneziane. Lo ha chiesto a Roma il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, incontrando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Con l’incidente della “Jolly Nero” la questione legata al passaggio in laguna e in bacino di San Marco di navi lunghe oltre 300 metri e dalla stazza lorda superiore alle 110mila tonnellate è tornata di grande attualità. Il decreto Clini-Passera ha deciso, in maniera molto pilatesca, di vietare la navigazione nelle acque della laguna alle navi passeggeri con stazza lorda superiore alle 40mila tonnellate, sospendendone temporaneamente l’efficacia. Il termine non è indicato, ma si parla solo di sospensione fino all’individuazione di soluzioni alternative, ovvero: l’avamporto agli Alberoni sul sito degli attuali cantieri del Mose, un porto a Marghera, vicino alle raffinerie (soluzione caldeggiata dal sindaco) e lo scavo di un nuovo canale in laguna per far arrivare le navi passeggeri alla stazione marittima senza passare per San Marco (richiesta del presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa).

«Ho chiesto al ministro – ha detto Orsoni – di attivare al più presto un tavolo tecnico per individuare la soluzione ottimale, che dovrà essere poi recepita dal Comitatone. Dal ministro ho ricevuto rassicurazioni sul fatto che il governo affronterà la questione delle competenze in ambito lagunare mettendo il Comune nella condizione di poter decidere sulla tutela del proprio territorio. Il problema non è più rinviabile e la soluzione praticabile da subito è far entrare le navi più grandi da Malamocco e farle fermare a Marghera».

 

Paolo Costa: «Noi pronti a un’alternativa già dal 2012»

Orsoni: «Grandi navi priorità del Governo»

È tornato da Roma con in tasca una promessa del ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi: la questione “grandi navi” sarà presa in considerazione al più presto da palazzo Chigi.
Il sindaco Giorgio Orsoni ha chiesto al ministro Lupi la convocazione a breve di un Comitatone per discutere anche di questo tema che, dopo i fatti di Genova e in vista della stagione estiva, sta diventando incandescente.

«Dal ministro – conferma Orsoni – ho avuto rassicurazioni sul fatto che il Governo affronterà con priorità la questione delle competenze in ambito lagunare, mettendo il Comune nelle condizioni di poter decidere sulla tutela del proprio territorio».

Attualmente, per l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, a Venezia ci sarebbe una situazione di “legalità sospesa”.

«La legalità in materia – ha detto – dovrebbe essere quella fissata dal decreto Clini – Passera, secondo il quale le navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate dovrebbero essere allontanate dai luoghi di attuale transito. E questa è sospesa sine die. A Venezia, inoltre, è sospesa anche la democrazia poiché il Comune non ha nessuna giurisdizione sulle sua acque».

Sulla necessità di interdire la navigazione delle grandi navi in laguna si è espresso anche il presidente della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera Ermete Realacci:

«Occorre anche prevedere una pesante sanzione per l’armatore che disattende il divieto».

Il Comitato No grandi navi prende la palla al balzo per chiedere l’immediata estromissione delle navi “incompatibili” per evitare che possano accadere incidenti come quello di Genova. E lo fa accusando di inadempienza Governo, Magistrato alle Acque, Capitaneria, Comune e annunciando la manifestazione dell’8 e 9 giugno.

«Ciascuno secondo le proprie competenze – attacca il portavoce Silvio Testa – avrebbe potuto prendere provvedimenti a tutela della sicurezza della città e della salute dei cittadini, ma non è stato fatto nulla. Solo un sordo che non vuol sentire può ostinarsi ad affermare che il passaggio delle grandi navi in laguna avviene con la totale assenza di rischi. Un incendio, la rottura di un cavo di rimorchio, una perdita possono sempre avvenire».

Per il gruppo consiliare Udc, bisogna fare però attenzione a non lasciarsi prendere dall’emotività.

«Venezia, la sua laguna e il suo ambiente e la sua economia – dice il capogruppo Simone Venturini – meritano un dibattito serio e responsabile che non può avere come esito conclusivo né il mantenimento della situazione attuale né l’estromissione di migliaia di posti di lavoro. Si raddoppino dunque gli sforzi – conclude – per approvare e realizzare le rotte alternative al transito in San Marco».

«Siamo pronti fin dall’anno scorso a togliere le navi da San Marco». Così ha esordito Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale, intervenendo ieri alla trasmissione “Tutta la città ne parla” di Rai Radio Tre dedicata all’incidente di Genova e alla sicurezza nei porti.
«Abbiamo immaginato di poter far entrare le navi da crociera dalla porta di servizio ovviando al passaggio davanti a San Marco – ha detto, descrivendo lo scavo del canale Sant’Angelo Contorta – un diverso percorso che già dall’anno scorso abbiamo proposto al Governo e che attende di essere finanziato con 30-40milioni di euro, di questi tempi difficili da trovare, ma non impossibili».

 

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