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Gazzettino – “Terre consumate, basta costruire”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

mag

2013

Il presidente Zaia e l’allarme della Coldiretti: «Il suolo del Veneto va protetto»

«Ristrutturazioni oppure si abbatte e si riedifica nello stesso luogo»

MESTRE – Luca Zaia torna a casa. «Home sweet home» dice dopo essersi seduto all’ottavo piano del palazzo della Coldiretti di Mestre dove lo attende il presidente Giorgio Piazza. Sul tavolo c’è un bel po’ di problemi, dalla semplificazione delle regole alla coltura del kiwi, passando per le risorse sempre più scarse stanziate per il settore. Ma per Zaia i problemi della terra sono musica, soprattutto se confrontati con altre emergenze, da quelle del lavoro a quelle più meschine di partito, alla vigilia di un altro delicato consiglio “nazionale”.
«Qui – dice il governatore – ho condiviso anni della mia storia professionale, ho stretto migliaia di mani con i calli. Certo, le risorse per l’agricoltura si sono ridotte perché in tre anni i trasferimenti statali si sono ridotti a un terzo e non potevamo chiudere gli ospedali o bloccare i treni. Speriamo che vengano tempi migliori».
La categoria però incalza: nel corso dell’incontro a porte chiuse con i vertici di Coldiretti si parla di semplificazione normativa, fondi mutualistici e stanziamenti per i Consorzi di bonifica. Ma anche di consumo del territorio, un’emergenza che non riguarda soltanto i campi. Negli ultimi dieci anni, spiega Piazza, il Veneto ha perso 400 chilometri quadrati di territorio, cementificato e abbandonato. Un “assist” per il governatore: «Con l’abbandono dei centri urbani e la cementificazione di nuove aree rischiamo di perdere un patrimonio di architettura residenziale. Per questo, fatti salvi i diritti acquisiti, dico che non dobbiamo più consumare il territorio ma recuperare quello che c’è. È il modello svizzero: non si costruisce più su aree nuove ma si riqualifica l’esistente, oppure si demolisce e si costruisce nello stesso posto. Se non facciamo così, fra vent’anni le nostre “down town” saranno ridotte a città fantasma»».
Potrebbe essere un modello per riconvertire il comparto edile, uno dei settori più colpiti dalla crisi, tema che per Zaia rimane la priorità da affrontare: «La vera emergenza da affrontare è la cassa integrazione, che al Nord si sente anche di più, e il suo rifinanziamento. Se non c’è la cassa integrazione viene giù il mondo, c’è il rischio che si accentui la tensione sociale. Al confronto, quello dell’Imu potrebbe essere un falso problema. Basterebbe applicare a livello nazionale i costi dell’amministrazione del Veneto per risparmiare 30 miliardi di euro, ben superiori ai 4 che corrispondono agli introiti dell’Imu».
Non meno prioritario, per il governatore, il nodo delle riforme: «Se salta la convenzione li manderei tutti in conclave – dice riferendosi ai colleghi che siedono in Parlamento – e tanto per rimanere in tema, il governo anziché scegliere un’abbazia per andare in ritiro avrebbe potuto riunirsi in una fabbrica dismessa». In ogni caso Zaia manda segnali di pace al Governo, in attesa di incontrare alcuni ministri: «Le porte sono aperte a tutti, a cominciare dal ministro Kyenge». L’ultimo pensiero è per la Lega Nord, alla vigilia di un delicato consiglio nel quale si tornerà a parlare della raffica di espulsioni comminate a dirigenti e militanti. «La Lega deve imparare a gestire il dissenso – auspica Zaia – e le diversità interne. Voglio vedere in modo positivo la volontà del segretario Tosi di chiudere il capitolo delle espulsioni, perché la Lega è un patrimonio di tutti».

Alberto Francesconi

 

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