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Nuova Venezia – Metro’, primi passi a giugno

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

mag

2013

Tocca a Chisso e Moretti

L’assessore veneto attende l’ad di Trenitalia per potenziare l’orario estivo

I sindacati in Regione con le cartoline in difesa del trasporto pubblico

VENEZIA – Il metrò regionale? Da un mese viaggia in incognito sugli spot di Telecom: Chiara Galiazzo, la star di X Factor 6, per girare la scena alla stazione di Piove di Sacco è salita per cinque secondi sui nuovi treni della Stadler e ha portato nelle famiglie di tutt’Italia le immagini di un Veneto pronto a competere con Milano, Monaco, Parigi, Berlino e Londra dove ci si sposta con il metrò. Tra qualche giorno l’assessore alla Mobilità Renato Chisso riceverà a Palazzo Balbi Mauro Moretti, ad di Trenitalia, per firmare il protocollo del nuovo «orario cadenzato» che scatterà in giugno, prova generale della «rivoluzione» di autunno: sarà la fine dei disagi e ci saranno davvero treni moderni? Se lo augurano i sindacati, che ieri hanno consegnato a Chisso le cartoline con le proteste degli utenti che invocano il potenziamento del trasporto pubblico: i pendolari imprecano perché viaggiano su carrozze sporche e mai puntuali. Un vero inferno. La scommessa del metrò di superficie il Veneto l’ha lanciata 23 anni fa, quando a Palazzo Balbi regnava Carlo Bernini, doge doroteo e docente a Scienze politiche prima di approdare a Roma come ministro dei Trasporti. In vent’anni non solo è caduto il muro di Berlino e il mondo si è globalizzato ma per restare ai fatti di casa nostra, Padova ha realizzato il metrobus Sir1 Arcella Guizza e Venezia l’ha imitata con la linea del tram Favaro-Stazione. Tra un anno, Aps, Actv e BusItalia daranno vita alla fusione per far nascere la prima holding del trasporto pubblico locale e gestire il servizio anche nel Rodigino con i bus ex Sita. Tutto sta cambiando. Solo la Tav sulla linea Milano- Trieste è un vero buco nero: il dossier è sul tavolo del ministro Lupi che dovrà mettere mano al nodo di Vicenza. I 100 km da Verona a Padova, secondo i calcoli di Rfi-Italfer del 2003, richiedono un investimento di 3,3 miliardi di euro, cui vanno aggiunti 800 milioni per modificare la linea a cavallo dei Berici e altri 1.150 milioni per la nuova stazione di Vicenza. Moretti e Lupi ce le faranno a far ripartire la Tav, come auspicano Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo Zanonato e il governatore del Veneto Luca Zaia? I cordoni della borsa sono nelle mani di Enrico Letta e Saccomanni. Ma le imprese del Veneto hanno fretta: la Tav è uno dei volani della ripresa. Mancano i soldi. Intanto da Roma arrivano i soldi di Mario Monti. Con l’ultimo riparto di 406 milioni, ai treni sono stati assegnati 150 milioni, gli altri 256 sono andati ai bus e alla navigazione, cioè ai vaporetti dell’Actv di Venezia, che lamenta un taglio del 20 per cento rispetto al 2012. La colpa è del «governo dei tecnici», dicono a Palazzo Balbi, ma i sindacati e le opposizioni ribattono in coro: tutte le Regioni hanno integrato il fondo trasporti, solo il Veneto non ha aggiunto il becco di un quattrino: come mai? Si slitta all’autunno. L’assessore Chisso ieri ha costruito un patto di ferro con Cgil Cisl e Uil: «La vostra battaglia in difesa del trasporto pubblico è anche la mia. Farò di tutto per recuperare le risorse tagliate» ma non sarà facile trovare 20 milioni di euro. All’orizzonte c’è la prima tappa della «rivoluzione» Sfmr che scatterà con l’orario estivo di giugno per garantire 3-4 mesi di rodaggio soft al nuovo sistema. E i 22 treni già ordinati alla svizzera Stadler-Ansaldo? Arrivano al ritmo di 2 al mese e verranno fatti circolare al posto degli obsoleti convogli presi d’assalto ogni giorno da 152 mila veneti che si spostano nell’area metropolitana, 30 mila dei quali lungo l’asse Padova–Mestre. Signori si parte . Chi potrà mai dimenticare la foto di Giancarlo Galan con il berretto da ferroviere mentre guida un treno a Vigodarzere e annuncia: «Signori, tutti in carrozza, parte il metrò del Veneto». Storia di 12 anni fa. Peccato che su quella linea manchi ancora il ponte sul Brenta, per colpa di un braccio di ferro tra la Regione e il Comune di Padova che voleva portare il metrobus Sir1 fino a Cadoneghe e ha chiesto il quadruplicamento del binario. Costo dell’operazione? 20 milioni di euro. Dossier congelato. Il doppio binario finisce a Vigodarzere, in città si entra in fila per uno: del resto, non era così anche a Pontelagoscuro sul Po fino a un paio d’anni fa? In Italia, le grandi opere richiedono grande pazienza e grandi risorse. Le linee interessate. Il Sfmr è stato progettato dalla Net Engineering di Giovan Battista Furlan, un colosso internazionale del settore, che ha sede a Monselice. I lavori sono iniziati nel 2000, per un importo di 380 milioni di euro, ma sono lievitati a 530 milioni, costo finale della prima fase, completata al 98%. Le linee interessate sono 7: Mestre-Quarto d’Altino, Mestre-Treviso; Mestre-Castelfranco; Padova-Camposampiero-Castelfranco; Mestre-Mira Buse, Mestre linea bivi e la Mestre-Padova, la vera dorsale dell’area metropolitana. Dei grandi interventi manca solo il ponte sul Brenta a Padova. Ma l’elettrificazione delle tratte, il raddoppio dei binari, la soppressione dei passaggi a livello, i parcheggi a raso, i sottopassi e le nuove stazioni costruite da Astaldi e Mantovani e pagate per metà dalla Regione Veneto e per metà dallo Stato sono state realizzate senza particolari benefici perché i pendolari sono cresciuti di mezzo milione di unità all’anno dal 2007 ad oggi. Il nodo della gestione. I conti si faranno con Mauro Moretti, l’ad di Trenitalia che si è aggiudicato il monopolio del servizio in associazione temporanea con Sistemi Territoriali, società della Regione che gestisce. Chisso mette i treni, Moretti incassa i ricavi e il Veneto si vendica con le multe quando i pendolari scatenano la guerra per i disservizi. Un matrimonio destinato a durare fino al 2014, quando le concessioni verranno messe sul mercato. E a gestire il metrò del Veneto ci vuole essere anche Ntv: Montezemolo e Della Valle hanno già scoperto le loro carte. Stop al monopolio. Migliorerà davvero la qualità del servizio per i pendolari, o si aprirà una stagione di confitti come in Lombardia? Intanto c’è da firmare la convenzione per l’orario estivo: Chisso ha preparato anche lo champagne, tocca solo a Moretti fissare il giorno e l’ora.

Albino Salmaso

 

Sulla Padova-Mestre treni ogni 10 minuti e ogni 30 per Treviso

Renato Chisso a Cgil Cisl e Uil: si parte tra qualche mese

La scommessa della bretella per l’aeroporto Marco Polo

VENEZIA – Il federalismo dei trasporti? L’ha realizzato Renato Chisso, assessore alla Mobilità, quando ha rotto il patto con Trenitalia e ha pagato con i fondi del Veneto i 22 nuovi treni Stadler: commessa da 130 milioni di euro, in sinergia con Ansaldo. Senza questi treni il Sfmr non parte: 20 convogli elettrici, 2 a diesel. 4 treni a 6 carrozze da 750 posti; gli altri 18 a 4 carrozze con 450 posti a sedere. Ma quando inizieranno a circolare e su quali linee? La fase 1. Le linee che verranno attivate sono la Mestre-Quarto d’Altino, la Mestre-Treviso, la Mestre-Castelfranco, la Padova-Castelfranco, la Mestre-Mira Buse e la Padova–Mestre, l’unica a 4 binari, due dei quali destinati all’alta velocità, che ha registrato un boom di passeggeri, sottratti all’aereo. Chi va a Roma viaggia con le Frecce Bianche e Azzurre o con Italo e ora la metropolitana Sfmr vuole trasportare non solo 150 mila pendolari giornalieri ma anche quelli che sono costretti a spostarsi in auto lungo la PaTreVe perché i treni sono un miraggio. La frequenza. La vera scommessa sta nella frequenza dei collegamenti. Oggi la Padova-Mestre-Venezia nelle fasce di punta è collegata con quattro regionali l’ora, mentre i veri disagi si registrano sulla Bologna-Padova con i treni off- limits. Se tutti i 22 nuovi treni Stadler circoleranno sulla Padova-Mestre-Venezia la fequenza sarà di 8 corse l’ora, un collegamento ogni 8-10 minuti con questa griglia: 4 del Sfmr e 4 regionali veloci di Trenitalia in arrivo da Milano e Bologna. Si parte da Padova e in 26 minuti si arriva a Venezia, con la sola fermata di Mestre. E quali miglioramenti ci saranno sulle altre linee? Il salto di qualità sarà notevole anche sulla Mestre-Treviso, sulla Castelfranco-Mestre e sulla Padova-Castelfranco collegate solo nelle ore di punta. Con il Sfmr la frequenza verrà notevolmente intensificata, con collegamenti ogni mezz’ora per tutta la giornata, spiega l’assessore Chisso. La bretella per l’aeroporto. Il Veneto è l’unica regione che non ha un collegamento diretto tra le stazioni dei treni e gli aeroporti: sia il marco Polo di Tessera che il Canova di Treviso si possono raggiungere in auto e in pullman Sita-Bus-Italia e Actv. E così vale anche per il Catullo di Verona. Nella lista delle priorità che il Veneto vuole presentare al ministro Lupi c’è anche la bretella ferroviaria da Mestre Porta est a Marcon al Marco Polo di Tessera. Servono 260 milioni di euro, il Cipe l’ha già inserita nella legge obiettivo del governo: si dovranno attendere altri 20 anni?

 

I sindacati protestano a Venezia «La Regione trovi venti milioni»

VENEZIA – Corteo pacifico di Cgil Cisl Uil trasporti, ieri a Venezia, che hanno consegnato all’assessore Chisso 15 mila cartoline dei pendolari. Una manifestazione in tutt’Italia, che in Veneto ha toni particolari perché in tre anni le risorse al Tpl ( gomma e navigazione) sono state ridotte da 287,3 a 256, 2 milioni di euro di finanziamento del trasporto pubblico locale. «Vogliamo che si mantenga in sede di assestamento del bilancio 2013 non meno del finanziamento 2011 (pari a 268 milioni di euro), ha detto ieri Ilario Simonaggio all’assessore Chisso che l’ha ricevuto nel suo ufficio con le delegazione.

«Vogliamo garantire la quantità e qualità dei servizi, non aumentare le tariffe, salvaguardare i livelli occupazionali e favorire nella conferenza dei servizi, prevista il 22 maggio 2013, la ricerca di un condiviso punto di approdo su servizi minimi e costi standard. Abbiamo segnalato la necessità di riordino del settore e l’assunzione di efficaci piani industriali con al centro l’utente, più bus e più treni, al fine di migliorare il servizio. Basta sovraffollamento, soppressioni, scarsa regolarità e qualità sia a bordo sia a terra. Vogliamo una unica rete regionale integrata gomma-ferro, urbano ed extraurbano con biglietti unici legati alla percorrenza» ha detto Simonaggio. L’ultima richiesta: è l’avvio dell’orario cadenzato dei treni, con linee di adduzione ai sistemi vincolati dorsali del trasporto ( Sfmr e tram) in modo da potenziare il servizio con più frequenze e mezzi nuovi innovativi. Se ne parla da 23 anni:è ora di passsare ai fatti concreti, basta con le parole»,

ha detto Simonaggio.

 

La nuova linea

Da Trento a Bassano 4 corse al giorno

TRENTO. È partito puntuale, ieri alle 15.05, dalla stazione di Trento in direzione di Bassano del Grappa, il treno con le insegne di Trentino Trasporti Esercizio scelto per l’inaugurazione ufficiale della gestione trentina di alcune corse della linea ferroviaria della Valsugana. In tutto saranno 4 su un totale di 40 giornaliere, due in partenza da Trento (alle 11.35 e alle 15.05) e due in arrivo (14.28 e 19.28). Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Trentino Trasporti Esercizio, Franco Sebastiani. La partenza di ieri è stata preceduta da qualche corsa che è servita per assestare il servizio. Il bacino degli utenti, secondo quanto è stato spiegato, è potenzialmente analogo a quello delle valli del Noce. La Ferrovia Trento-Malè porta ogni giorno 8.200 persone ed è l’obiettivo anche di questa infrastruttura. Oggi i passeggeri tra Trento e Borgo sono 5.200, fino a Bassano sono 6.500. La prima fase transitoria è di quattro corse al giorno: due su Borgo Valsugana e due su Bassano.

 

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