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dibattito alla radio

Il «binario» per le grandi navi in laguna è una «bufala colossale». Riesplode la polemica sul crocerismo a Venezia. Ieri mattina ai microfoni di Uno mattina confronto serrato sul problema delle navi tra il giornalista Gian Antonio Stella e il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. Costa ha ribadito «l’assoluta sicurezza del traffico» in bacino San Marco e in canale della Giudecca. «Le navi viaggiano come su un binario, vicino alle rive c’è il fango, la nave non potrebbe mai deragliare», ha detto.

Dura la reazione del Comitato «No Grandi Navi». Che invita il presidente del Porto

«a rileggere le batimetrie della laguna, pubblicata quando lui era sindaco di Venezia e commissario straordinario per la lotta al moto ondoso». «È evidente che se le grandi navi ormeggiano a volte in Riva Sette Martiri lì il fondale c’è, e dunque potrebbero arrivare contro le rive»,

dice il portavoce del Comitato Silvio Testa,

«ma osservando la carta batimetrica si vede come in alcuni punti le rive non siano affatto protette e siano a rischio. Così la Giudecca al Redentore, l’isola di San Giorgio, la riva delle Zattere». «In ogni caso»,

insistono i comitati,

«occorrono studi scientifici per dimostrare questa sicurezza. Se cioè un po’ di fango sia in grado di fermare una nave delle dimensioni di quelle che passano per la Giudecca, lanciata a sei nodi. Genova ha dimostrato anche anche i due rimorchiatori non sono serviti a fermarne l’abbrivo».

Si riaccende la polemica. E il comitato, che ha raccolto 12.500 firme contro le navi, si scaglia anche contro il «sindacato giallo» che ha manifestato sabato scorso in favore del crocerismo.

«I rischi ci sono e sono grandi», conclude Testa, «e non riguardano solo la salute e le collisioni, ma anche un possibile incendio a bordo in mezzo al Bacino».

(a.v.)

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