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Corriere del Veneto – Maxi outlet del mobile a Due Carrare

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

mag

2013

COMMERCIO

Polo da 40mila metri quadrati, raddoppia il vecchio progetto del centro Colli Euganei.

Confesercenti: «Disastro per i negozi»

PADOVA — Dalle ceneri del vecchio progetto del parco commerciale Colli Euganei, che doveva occupare circa 20 mila metri quadrati, entro il 2015 nascerà a Due Carrare, all’altezza del casello di Terme Euganee, una nuova cittadella dello shopping su una superficie doppia. In tempi di crisi non ha più senso occupare i 15 ettari a disposizione con un ennesimo complesso delle compere e così la proprietà, già forte del permesso di costruire opere di urbanizzazione e un primo stralcio dei fabbricati e del Piano urbanistico attuativo ottenuti dal Comune interessato, ha deciso di diversificare il prodotto. E ha incassato il «sì» unanime di Regione, Provincia e Comune, nell’ambito della Conferenza dei servizi, per creare all’interno della stessa area una grande superficie di vendita, alimentare e non, sulla quale sorgerà il quarto punto vendita della catena Design outlet italiano, già presente a Santhià e in provincia di Teramo e in procinto di aprire a Brescia e a Roma. Il progetto, lanciato dalla Retailinprogress in partenrship con Deda srl e Coimpredil spa, prevede negozi monomarca su 20 mila metri quadrati con oltre 130 brand dedicati al design, al mobile, all’arredamento di interni ed esterni, al casalingo, all’illuminazione e al tessile. Tutto rigorosamente made in Italy.

Nel resto dei 15 ettari sono previsti un ipermercato di 3 mila metri quadri e altri punti vendita di media distribuzione sempre in linea con l’arredo e la casa. In particolare il Design outlet italiano, pensato e progettato da Roberto e Ludovica Palomba, architetti di fama internazionale, si svilupperà in due fasi consecutive, che prevedono rispettivamente l’apertura di 15 mila metri quadrati entro il primo semestre del 2014 e il completamento con gli ulteriori 5 mila entro i successivi 15 mesi. L’intero complesso sarà realizzato a pochi metri dalla statale Adriatica e aspira ad attrarre visitatori anche dalle province di Venezia e Verona, tra cui turisti. Secondo i calcoli dei promotori dell’iniziativa il consumo annuo per mobili, elettrodomestici e servizi per la casa nei tre bacini influenzati da Design outlet italiano di Due Carrare raggiunge complessivamente i 4,7 miliardi di euro. Già partiti con le opere di urbanizzazione e strade, i costruttori prima di procedere con il resto stanno studiando il regolamento attuativo della nuova legge regionale sul commercio, per capire se ci siano intoppi o se l’iter sia ormai lanciato senza problemi. Il responso arriverà tra qualche giorno, ma tra gli addetti ai lavori si respira un certo ottimismo. Anche perchè, dopo anni di attesa e di proteste da parte di commercianti e abitanti, l’idea sembra destinata ad andare in porto.

Dopotutto la moratoria con la quale la Regione aveva stoppato nuovi insediamenti della grande distribuzione per un anno è finita il 31 dicembre 2012 e poi ci sono due precedenti incoraggianti. L’outlet di Roncade del gruppo Basso, la cui costruzione era iniziata a metà dello scorso decennio (25 mila metri quadrati a lato della Treviso-Mare per un investimento calcolato in 60 milioni di euro), dopo una serie di ricorsi e sentenze di Tar e Consiglio di Stato causati dall’opposizione di imprese concorrenti, può finalmente aprire. L’inaugurazione de L’Arsenale è stata annunciata per il prossimo settembre e negli 80 negozi sono previste 500 assunzioni. L’altra mega cittadella dello shopping che aveva portato associazioni di categoria e gente in piazza, cioè il Veneto city progettato a Dolo, lo scorso novembre ha festeggiato la firma del governatore Luca Zaia sull’accordo di programma. Insomma, ormai la grande distribuzione sembra destinata a non incontrare altri paletti. Ma, a detta dei protagonisti, a creare altri posti di lavoro: il complesso di Due Carrare assumerà 300/400 persone e la proprietà, che ha chiesto alla Provincia la valutazione di impatto ambientale, annuncia: il tipo di merceologia scelta non farà concorrenza ai piccoli negozi del territorio.

«Invece io credo che sarà un disastro — scuote la testa Maurizio Francescon, direttore di Confesercenti Padova — ogni volta che apre un outlet o un grosso centro commerciale, tutti i vicini punti vendita chiudono. Sopravvivono solo i bar».

Michela Nicolussi Moro

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