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Nuova Venezia – Orsoni: “Li aspettiamo per vendere”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

mag

2013

 

Il sindaco replica a Basilicati: «Da Natale siamo in attesa della firma del contratto di vendita delle aree e del pagamento»

«È da Natale che aspettiamo l’ingegner Basilicati. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità da prima di Natale e siamo stati ad aspettare. Dipende a questo punto solo da loro. In verità non hanno neanche voluto firmare un preliminare con noi per l’acquisto delle aree».

Giorgio Orsoni risponde a distanza a Rodrigo Basilicati, nipote di Pierre Cardin, arrivato martedì a Marghera per incontrare Confapi e Apindustria, rilanciando dopo mesi di attesa, il progetto del Palais Lumière e ricordando che «entro giugno serve l’ok definitivo», per concretizzare l’acquisto delle aree e mandare avanti il progetto. All’appello mancano i terreni del Comune di Venezia. La trattativa che si aggira sui 35 milioni di euro si è arenata da mesi. La vendita non si è concretizzata finora, soldi non se ne sono visti. Giorgio Orsoni ricorda che è da Natale, e dalla polemica sulla mancata vendita che ha creato problemi al Comune, impegnato nella corsa per restare dentro il Patto di Stabilità, che Ca’ Farsetti non ha un dialogo con la società di Basilicati e Cardin per chiudere l’accordo.

«Noi non ci siamo mai tirati indietro, la nostra disponibilità a chiudere la vendita è invariata e lo sanno da tempo».

Chiediamo al sindaco se è possibile una trattativa su costi inferiori a quelli noti. Il sindaco lascia poco spazio alle interpretazioni:

«Non siamo in un suk, queste sono cose serie. Ci sono valutazioni e stime».

E, avverte poi Orsoni, il problema di fondo è tutto lì: la proprietà delle aree su cui dovrà nascere il Palais Lumière con i suoi 250 metri di altezza.

«Ricordo, ancora una volta, che se non c’è alcun titolo di acquisto, ed è la legge a dirlo, non io e tanto meno il Comune di Venezia, non si possono mandare avanti titoli autorizzativi».

Insomma serve la proprietà delle aree che Cardin e il nipote a Marghera ancora non hanno, visto che sono stati finora firmati solo dei preliminari che, per stessa comunicazione di Basilicati, scadono il prossimo 30 giugno e che interessano il 51 per cento dell’area. «Senza la certezza di poter realizzare il progetto, il primo luglio non potremo passare all’acquisto definitivo», dice Basilicati agli imprenditori di Marghera. Una specie di aut aut per stringere sull’accordo di programma che è in capo non al Comune ma alla Regione Veneto e che deve dare, dopo una conferenza di servizi che si attende da mesi, il via libera finale. Da quel che si sa, il termine del 30 giugno non è una spada di Damocle che pende sul progetto: nei contratti di prelazione siglati per le aree entro il 30 giugno la Concept Creatif potrà o disdettare l’acquisto o concluderlo o ancora chiedere una proroga di sei mesi. A Ca’ Farsetti nessuno, in primis il sindaco,ci sta a passare per quello che mette i bastoni tra le ruote allo sviluppo. Orsoni precisa che per la legge italiana se non si è proprietari dei terreni il progetto non va avanti. Concetto che l’Urbanistica nelle sue valutazioni ha più volte spiegato ai progettisti di Cardin. Ma Orsoni lascia apertissima la porta alla conclusione della vendita delle aree.

«Io la porta non l’ho mai chiusa. Tutte le volte che il signor Basilicati mi ha chiesto un appuntamento io l’ho dato. Sono andato anche a Parigi a parlare personalmente con suo zio. I nostri uffici sono sempre stati molto disponibili al dialogo. Noi lo aspettiamo».

Ca’ Farsetti, quindi, si dice pronta a firmare e il sindaco non ha affatto smesso di ritenere importante il progetto Palais Lumière.

«Non importa ciò che penso», ribadisce il sindaco, «noi non ci siamo mai tirati indietro».

E se si ricorda al sindaco che c’è anche un altro problema non da poco, ovvero il vincolo posto dal ministero dei Beni culturali che rischierebbe di fermare tanti progetti, torre Cardin, compresa, Orsoni taglia corto:

«Quella è tutta un’altra partita».

Mitia Chiarin

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