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L’INTERVENTO

Ho letto nel Suo giornale della replica “a muso duro” di Cav SpA alle contestazioni di alcuni comitati locali. Siccome del “muso” di Cav SpA credo ai lettori interessi ben poco e l’espressione “bilanci in attivo” finisce per essere un po’ vaga credo valga la pena sintetizzare i termini della questione che contrappone Cav Spa e la sua compagine societaria a svariate forze sociali e politiche della nostra zona (quella che rappresento è, fortunatamente, una piccola parte).
1) Nel bilancio appena approvato Cav SpA riporta un quoziente di indebitamento pari al 2060,50%, questo numero, che farebbe impallidire qualsiasi creditore o investitore privato, trova invece spiegazione nella struttura e nel modello gestionale di Cav SpA, che di fatto è una “macchina” che, reggendosi su forti privilegi monopolistici, è fatta per trasferire una colossale mole di debito su tutti gli utenti dell’autostrada, riportando placidamente regolari utili di esercizio in fondo al conto economico.
2) Cav SpA e i propri soci non rispettano gli impegni (arretramento del casello e mitigazione, soprattutto), e danneggiano ed hanno danneggiato le comunità locali, come ormai ufficialmente affermato dai comuni di Mirano e Mira in due loro mozioni che motivano con fatti e dati oggettivi; e, come sanno gli economisti e come recita un vecchi adagio, gli impegni sono, ancora una volta, debiti.
3) A riprova di – e in aggiunta a – quanto detto sopra sulla natura e sulle attitudini di Cav SpA c’è proprio la sua politica tariffaria la quale prevede che un utente di Mira o Mirano paghi per andare a Padova o a Treviso quattro (proprio quattro) volte la tariffa normale; in Veneto abbiamo finalmente realizzato l’autostrada che costa più del carburante (tranne che per i possessori di Ferrari o Lamborghini…).
4) Dire che “la tariffa dipende dal Ministero” e da una “formula complessa che prevede il recupero degli investimenti realizzati” svela molto della mentalità dei nostri gestori pubblici di nomina politica; credo che gli utenti che vanno da Mirano (o da Mira, o da Dolo) a Padova, ricordando che l’autostrada tra Venezia e Padova non è stata realizzata l’altro ieri, si domandino appunto in base a quale strana formula debbano essere derubati, e proprio dell’applicazione di questa formula (non sulla formula in sè) attendiamo risposta da Cav SpA.
5) Mi pare infine che Cav SpA eluda un’altra questione fondamentale posta dalle nostre amministrazioni comunali, e cioè l’impatto della propria politica tariffaria sulla viabilità e sulle strade locali: anche su questo credo che i Comuni di Miranese e Riviera attendano risposta.
Ringrazio il Suo giornale per lo spazio che sta dedicando al problema Cav-Passante di Mestre: analizzarla correttamente significa non solo constatare la triste attualità delle opere e dei servizi pubblici in Italia, ma anche intravvedere le possibili soluzioni per il futuro.

Marco Marchiori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Mirano

 

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