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DOLO – L’ex consigliere critica il collegamento con le ex Cantine Gottardo, ma le carte sono in regola

«Sono esterrefatto. A parole, tutti vogliono proteggere l’ambiente della Riviera del Brenta. Poi, all’insegna della pseudo-urgenza di opere di pubblico interesse, si chiedono e si ottengono pareri che mortificano i valori dell’angolo paesaggisticamente più tutelato e più suggestivo di Dolo».

A parlare è l’ex consigliere Vincenzo D’Agostino, sconcertato per i lavori che riguardano le ex Cantine Gottardo. La struttura, che sorge davanti alla stazione degli autobus, prevede la realizzazione di una passerella, prevista già dal vecchio Prg degli anni Ottanta, di collegamento attraverso un ponte giallo con l’edificio dell’ex Macello.
La vicenda delle ex cantine Gottardo ha visto l’intervento critico anche di Italia Nostra, che aveva chiesto e ottenuto l’accesso agli atti, per verificare se fossero state rispettate tutte le procedure ed eventuali prescrizioni. Dal punto di vista normativo, infatti, non pare vi sia alcuna irregolarità. Il 4 luglio del 2011, il Comune di Dolo, con un documento a firma del responsabile del settore Urbanistica-Edilizia privata, aveva chiesto alla Sovrintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici un parere vincolante sull’intervento di recupero dell’area delle ex Cantine. Parere favorevole che è arrivato, con le seguenti motivazioni:

«Ritenuto il progetto rispettoso e coerente con i valori del sito paesaggisticamente tutelato; considerate le motivazioni segnalate dal comune, in merito all’effettiva urgenza di esecuzione delle opere in progetto, si esprime il seguente parere: le opere in progetto risultano compatibili con i valori tutelati e con l’interesse paesaggistico del sito».

Un via libera che D’Agostino critica così:

«Come sempre accade, anche i più strenui difensori, a parole, del paesaggio rivierasco, tacciono».

Gianluigi Dal Corso

 

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