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Gazzettino – “Alluvioni figlie del cemento”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

mag

2013

IL CANDIDATO «C’è il sole, un buon presagio»

Il candidato sindaco Antonio Santoliquido, urbanista per mestiere, ha puntato il dito contro il consumo del territorio.

Mille in piazza per Beppe Grillo

CICLONE – In mille ieri in piazza a Martellago per l’intervento di Beppe Grillo

Grillo: «Stop cemento»

Quasi mille persone in piazza a Martellago per il leader del Movimento 5 Stelle

«Basta che piova un po’ e andate sott’acqua. Ho visto che ci sono ancora un po’ di prati scoperti, cementiamo tutto e facciamola finita».

Le prime parole di Beppe Grillo strappano un sorriso ai quasi mille cittadini (meno numerosi rispetto a quelli che un anno fa avevano affollato Mira e Mirano) che dopo due giorni passati a guardare il livello del Dese o ad asciugare i garage, sono in piazza per il leader del Movimento 5 Stelle. Gli ombrelli si chiudono e, dopo un po’ spunta anche il sole, salutato come un buon presagio dal candidato sindaco plurilaureato Antonio Santoliquido.
Ma Grillo, alle prese con l’ennesimo tour elettorale fra i Comuni chiamati alle urne, parlerà poco di campanili e municipi. Perché questa volta, a differenza di tre mesi fa, il piede nel Palazzo l’ha messo e le prime critiche, i suoi cittadini parlamentari, hanno dovuto incassarle. «Ci hanno tagliato fuori da tutto – è la sua spiegazione – non ci hanno chiesto niente, hanno fatto l’inciucio fra loro e non hanno lasciato nemmeno una commissione a chi ha preso il 25% dei voti. Dicono che non facciamo niente ma abbiamo già fatto una legge sul reddito di cittadinanza e sull’impignorabilità della prima casa, ma i giornali non ne parlano».
Già, i giornali. In un’ora di intervento, secondo un canovaccio ormai rodato, gli strali a giornali e tv sono quelli che raccolgono gli applausi più forti, quando Grillo chiede l’abolizione dei contributi ai giornali di partito e promette di rendere «pan per focaccia» ai media che violano la privacy mostrando l’indirizzo di casa sua. «Dicono che urlo, ma la mia è una rabbia buona, non l’odio che mostrano i giornali». La rabbia della gente, semmai, cerca di trasformarla in voti, fermandosi a parlare con una esodata, dialogando a distanza con un ambulante o lasciando che sia un operaio della Pometon a salire sul palco prima del comizio. «Sono stato a pranzo con gli artigiani – spiega – e ho proposto di togliere l’Irap in tre anni, di garantire un salario a chi è stato licenziato perché se una fabbrica è in crisi si deve chiudere».
E i soldi, insiste, ci sono: «Andare in Afghanistan è costato 4,8 miliardi, l’evasione fiscale ammonta a 98 miliardi. Accorpiamo i Comuni e chiudiamo le Province. Basterebbe fare quello che noi abbiamo fatto in tre mesi a Roma». E che ora propone di fare nei Comuni, attraverso il bilancio partecipato e l’impiego dell’informatica: «Le spese le decidete voi – dice raccogliendo l’applauso – non quelli che sono chiusi là dentro». Con un avvertimento al pubblico che lo ascolta: «Se falliamo noi è finita la democrazia».
Poi tocca ai candidati presentarsi agli elettori: Santoliquido parla per ultimo, spiegando come abbia deciso di schierarsi dopo avere assistito, da urbanista, allo spreco di territorio:

«Solo nel nostro Comune 200 ettari di terreno sono stati edificati attraverso i cambi di destinazione».

Le stesse motivazioni che hanno portato Massimo Nacchi a candidarsi a Pianiga per il Movimento 5 Stelle:

«Qui arriverà la Romea commerciale e Veneto City, hanno presentato 12mila firme contrarie ma non è successo nulla, nemmeno il Pd ha fatto opposizione».

Ora ci sono loro: «Conquisteremo i Comuni, uno a uno, come un mosaico, e arriveremo al Governo», chiude Santoliquido. Grillo lo ascolta e, prima di partire per Vicenza, si congeda con una battuta. «E alla fine ne rimase uno solo»…

 

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