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Fare base a Venezia è fondamentale per Costa Crociere, non il passaggio su San Marco. Lo ha ribadito ieri, a margine della presentazione dell’iniziativa “San Marco Guardians” su cui la compagnia investe 150mila euro l’anno, Andrea Tavella, corporate trade marketing director di Costa Crociere.

«Siamo aperti ad ogni soluzione – spiega Tavella – per noi il passaggio a San Marco non è un dogma e se domani ci dicono che dovremo passare per porto Marghera va bene lo stesso. Il problema è che le alternative al momento non ci sono e non sappiamo quando ci saranno. Nel frattempo – continua – non possiamo che cercare di rimanere dentro le regole, e anche comportandoci molto meglio rispetto alle regole, utilizzando i carburanti meno impattanti anche se questo ha un costo».

Accantonata dal Porto e da Vtp l’idea del superterminal di Dogaletto per le navi lunghe più di 300 metri, al momento alternative vere alla Marittima non ce ne sono. Il sindaco Giorgio Orsoni vorrebbe far entrare le navi agli Alberoni e farle fermare a Marghera, ma l’Autorità portuale dice che è impossibile perché ci sarebbe commistione tra traffico merci e passeggeri. Il sindaco comunque continua a pensare a Marghera. Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, punta invece allo scavo del piccolo canale Sant’Angelo – Contorta per far arrivare le navi in Marittima “da dietro” senza passare in Bacino. Soluzione, questa, contestata da molti per l’impatto che potrebbe avere sulla morfologia lagunare.

«A noi va bene tutto – ribadisce – ma per un terminal serve non solo l’infrastruttura, ma anche un sistema di collegamenti per spostare velocemente le migliaia di persone che si trovano a bordo di ogni nave. Le idee devono essere quindi logiche e percorribili».

Resta il fatto che le compagnie “vendono” il passaggio in Bacino.

«È indubbio che il passaggio sia un punto di forza, ma non è decisivo – prosegue Tavella – Le vacanze durano otto-dieci giorni e Venezia è sì una base fondamentale, ma non il passaggio a San Marco. Se si può, meglio».

Neppure le manifestazioni a ritmo continuo del comitato “No grandi navi” preoccupano la compagnia. Proprio ieri c’è stato un incontro ravvicinato, ma pacifico, tra una delegazione del Comitato e i rappresentanti della Costa.

«Non siamo in cerca di contrapposizioni – ha poi precisato – e rispettiamo anche il loro punto di vista. Noi cerchiamo di essere buoni cittadini e ricordo che non solo portiamo le navi a Venezia, ma anche le costruiamo, dando lavoro a migliaia di persone. Devo però dire che i passeggeri neppure si accorgono delle proteste. Mai ricevuto un commento sull’accoglienza».

Sull’ “obolo” di uno o cinque euro per ogni passeggero a difesa della città, di cui si era parlato lo scorso anno, la Costa ribadisce disponibilità a parlarne.

«Non ne abbiamo mai sentito parlare – conclude – ma siamo aperti a tutte le soluzioni e quindi anche a questa. Non credo ci siano problemi se saranno soldi destinati a lavori di manutenzione e salvaguardia della città. Ma noi non decidiamo nulla, a Venezia siamo anche noi clienti e fruitori. Peraltro a caro prezzo».

 

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