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COMUNICATO STAMPA

Mentre ancora si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato Terna ha già iniziato i lavori: infatti in località Galta è iniziata la posa dei plinti dei piloni dell’elettrodotto Dolo-Camin.

A denunciarlo il comitato Opzione Zero che allertato da alcuni cittadini della zona ha potuto riscontrare direttamente la situazione documentandola. Terna procede con “cantieri lampo” e alla chetichella: le aree vengono recintate, e in pochissimo tempo si posizionano le casseforme, si inseriscono le gabbie di ferro, si versa il calcestruzzo e poi…si cambia cantiere. Nell’area d’intervento restano delle buche enormi, con ferri che spuntano dal terreno, utili per la ripresa del getto, mucchi di terra alla rinfusa.

La riprova che Terna procede cercando di non dare nell’occhio è l’assenza dei tabelloni che dovrebbero riportare tutte le informazioni sui lavori, in palese violazione delle normative sugli appalti.

A questo punto sorge una domanda: come è possibile che Terna abbia iniziato i lavori nonostante non si conosca ancora la sentenza del Consiglio di Stato che tarda ad arrivare? Perchè si procede in questo modo, quasi di nascosto, non segnalando adeguatamente i cantieri?

Viene quasi da pensare che Terna stia procedendo convinta di una sentenza positiva e che questo ritardo le permetta di procedere tranquilla nella sua opera di posa mentre i cittadini attendono fiduciosi.

Un modo di fare che rivela quale sia la considerazione che Terna ha dei cittadini, dei Comuni e anche della giustizia

Questa è l’ennesima dimostrazione che la legge è uguale per tutti, ma non per Terna: in una situazione di totale monopolio la Società punta al risparmio sulla pelle delle comunità, nel totale disprezzo delle rivendicazioni espresse con forza dalle popolazioni e dalle amministrazioni locali affinché sia garantita la salvaguardia del territorio e il diritto alla salute.

In un Paese “normale” le regole democratiche dovrebbero valere per tutti e il bene comune dovrebbe prevalere sulle logiche di profitto. Ancora una volta, invece, in Italia i poteri forti contano più di ogni altra cosa.

Il Comitato Opzione Zero esorta ora i Sindaci della Riviera a mettere in campo tutta la loro autorevolezza per bloccare questo scempio del territorio e della democrazia.

 

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