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CORTEO – La protesta dei pendolari ieri davanti alla stazione di Mestre

L’INCONTRO  «Trenitalia ci ha garantito che ritocchi sono possibili»

IL PROBLEMA – Previsti tagli alle corse del mattino e della sera

QUARTO/MARCON Follini e la Conte alla manifestazione a Mestre contro il nuovo orario cadenzato

SINDACI – Anche i sindaci di Marcon, Andrea Follini, e di Quarto d’Altino, Silvia Conte, hanno partecipato alla protesta dei pendolari

Ritardi, treni soppressi e viaggi della speranza per raggiungere Venezia prima delle 6 del mattino o per tornare a casa la sera. Per questo una cinquantina di pendolari ieri mattina si è data appuntamento alla stazione di Mestre e, con striscioni, fischietti, megafoni e trombette ha sfilato, scortata dalla Polizia, fino al palazzo dove ha sede la direzione di Trenitalia, in via Decorati al valor civile.
Una protesta, organizzata dal Comitato pendolari di Quarto d’Altino, che nasce proprio dall’esasperazione di chi ogni mattina non sa se riuscirà a raggiungere il luogo di lavoro in tempo, se il treno arriverà o se dovrà prendere un autobus o la propria auto. Il nuovo orario cadenzato da dicembre aumenterà il numero dei treni ma sopprimerà ufficialmente le corse delle prime ore del mattino e della sera, situazione inaccettabile per i numerosi turnisti che viaggiano sulla tratta Venezia-Portogruaro.
A sfilare con i pendolari, guidati dai loro portavoce Luciano Ferro e Gianni Foffano, anche il sindaco di Marcon Andrea Follini, la sindaca di Quarto Silvia Conte, l’assessore Radames Favaro, il consigliere di Per Quarto Luigino Varin e il consigliere di minoranza di Musile di Piave Giuseppe Cassarà. Una volta raggiunta le sede di Trenitalia, i referenti del Comitato e gli amministratori sono stati ricevuti in direzione da Francesco De Benedetto, Roberto Pagotto, Sergio Calzavara e Giuseppe Borziello per un confronto.

«Non siamo contenti, però forse si è aperto un piccolo spiraglio – commenta Luciano Ferro – Ci hanno assicurato che prima di firmare l’accordo definitivo tra Trenitalia e Regione Veneto sul nuovo orario, chiameranno noi del Comitato e i nostri sindaci per capire se è possibile fare delle correzioni. Hanno capito che siamo esasperati, hanno ribadito che purtroppo l’orario è impostato in questa maniera, ma che forse qualche ritocco si potrà fare. Il problema è che non si sono soffermati sul problema dell’ultimo treno alle 22,06 e non ci saranno garantito che aggiungeranno qualche altro convoglio».

Ora il Comitato e gli amministratori comunali chiederanno di essere ricevuti dalla commissione trasporti della Regione del Veneto.

«È stato un momento di confronto utile per chiarire quali siano in realtà i vincoli tecnici, come ad esempio quello che impedisce a tutti i treni di arrivare fino a Venezia e costringe un convoglio su tre a fermarsi a Mestre – aggiunge la sindaca Silvia Conte – Però è possibile il potenziamento delle fasce del mattino e della sera. Aspettiamo questo orario cadenzato da 15 anni, avrà senso solo se risponderà alle esigenze di tutti».

LE TESTIMONIANZE  «Ritardi e cancellazioni: rischiamo di perdere il lavoro»

MESTRE –

«Io dovrei prendere il treno delle 4,53 ma non c’è mai. Così torno al parcheggio della stazione e raggiungo Mestre con la mia auto».

Andrea Pagan di Casale sul Sile, che lavora in stazione a Venezia e prende il treno a Quarto d’Altino, è uno dei tanti pendolari in lotta contro i ritardi e le soppressioni dei treni. Molti di loro segnano nei cellulari tutti i ritardi, le cancellazioni e le condizioni di pulizie dei convogli, in vista di un confronto con Trenitalia.

«Io lavoro in hotel e torno tardi la sera – spiega Martina Moro di Quarto d’Altino – E mentre l’abbonamento aumenta il servizio continua a peggiorare». Mario Florian finisce il turno di lavoro a Cà Foscari alle 20,10 ma prima di arrivare a casa, a Quarto, passano quasi due ore: «A casa ho una persona disabile con una badante e avrei urgenza di rientrare ma certe fasce orarie sono veramente critiche. Se toglieranno altri treni sarà una situazione impossibile per noi pendolari non automuniti».

Anche a San Donà di Piave l’arrivo del treno è sempre un punto di domanda. I pendolari spesso arrivano in stazione, parcheggiano, verificano la situazione e poi ripartono, magari a gruppi, con le loro auto:

«Io lavoro in ospedale e ho bisogno di prendere il treno delle 4,37. Dal 12 maggio è stato ripristinato il servizio ma da quel giorno è già stato cancellato 5 volte. L’autobus sostitutivo è un disastro, l’autista sbaglia strada, salta fermate e ci fa sempre arrivare in ritardo – racconta Marco Natella – In questo modo rischiamo di perdere il nostro lavoro. Molti autisti dell’Actv hanno smesso di usare il treno perché erano costantemente costretti a perdere ore di lavoro o a cambiare turno».

(m.fus.)

 

  1. 2 Comments

    • luciano says:

      Sono piu’ di 11 anni che prendo il treno a quarto d’altino.lavoro come infermiere all’ospedale civile di venezia,sono turnista.turnista vuol dire dare il cambio al collega che smonta di notte,al mattino alle 7,alle 21,alle 13,cosi via.in piu’ occasioni ho dovuto avvisare con il mio telefono che arrivavo/forse in ritardo(a volte i ritardi sono imprecisati) per cui da mezz’ora si poteva passare a 1 ora.altre volte ho preso la mia auto per l’assenza del treno perche’ cancellato,una vera via crucis.chi non ha mai provato a fare il pendolare gli auguro di farlo in altre condizioni di trasporto.questo certamente non da’ garanzie per la puntualita’ informazione,ecc.avro’ scritto piu’ di duemila lettere di protesta a trenitalia,regione veneto,le risposte(qualche volta) sono di tipo”scusate del disagio”.se avessi avuto un’altra possibilita’ di recarmi al lavoro con il pullman avrei optato per questo.avrei anche un consiglio:avere la possibilita’ di viaggiare con un biglietto/abbonamento integrativo,ma il servizio su gomma manca.basterebbe che la provincia di venezia,il comune di venezia,e i comuni limitrofi facessero uno sforzo per averlo.sarebbe l’ideale.i treni purtroppo sono vetusti,hanno mille sorprese,dal finestrino rotto,alla porta rotta,all’incapienza,alla scarsa pulizia,ecc.ci sarebbe da scrivere un LIBRO,ci vorrebbe un po’ di tempo in piu’ nello stilarlo.Intitolerei questo libro:il calvario dei pendolari del treno.

    • luciano says:

      Ormai son quasi 4 anni che sono andato in pensione. Non auguro a nessuno quello che ho patito io e altri pendolari per andare a lavoro a Venezia in treno, oppure per tornare a casa, magari dopo 10 ore di notte lavorate in ospedale a curare i pazienti. Ho passato davvero un calvario. Vedo che ancora oggi la musica non è molto migliorata, però non riesco a vedere pendolari che si “battono” per conquistare quello che si sta pagando mensilmente, cioè un servizio di trasporto a volte inesistente. Tante rimostranze sono state fatte a livello mondiale e locale per l’inquinamento atmosferico, per avere l’aria più sana, ma chi invece gestisce i servizi di trasporto pubblico non lo vogliono capire. Usare un’auto per la carenza dei mezzi di trasporto vuol dire strafregarsene di tutto. Da ricordare che Quarto d’Altino non ha gli autobus di linea pubblici che portino a Venezia.Forza pendolari!!!!!!!!

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