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LA CRISI E LO STILE DI VITA»LA GREEN WEEK DEL TRIVENETO

Il ministro Zanonato: il 6% delle famiglie fatica a mettere insieme pranzo e cena

Sondaggio Swg: il 54% ritiene gravissimo buttare al macero gli alimentari

PADOVA – Cambiare stile di vita e sprecare meno cibo perché in pattumiera ogni anno finisce lo 0,96% del Pil: 17-18 miliardi di euro, più o meno quanto gli italiani hanno pagato di Imu nel 2012. Tagliare gli sprechi e aiutare «quel 6% di famiglie italiane che si trovano in condizioni di disagio alimentare e faticano a mettere insieme il pranzo con la cena: si tratta di milioni di persone delle aree sociali più povere» sorrette dal grande circuito di solidarietà della Caritas e delle mense popolari. A parlare è Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, che ha voluto essere al fianco del movimento «Mille sindaci» ieri a Padova per la «Green week». «Ho firmato la «Carta spreco zero», un decalogo di impegni che invita il Parlamento Ue ad azioni concrete. Dobbiamo trovare un nuovo modello di vita per uscire da una crisi profondissima che ha ridotto del 10% i consumi alimentari. Purtroppo da una parte si spreca e dall’altra si soffre il disagio da povertà: la politica deve ridurre tale squilibrio», ha detto Zanonato, che poi ha citato il nuovo saggio di Andrea Segrè Vivere a spreco zero. «Nei Paesi in via di sviluppo lo spreco si colloca all’inizio della filiera, nelle nostre società sta soprattutto nel frigorifero di casa e secondo stime della Commissione Ue si può ridurre del 60%» ha spiegato il ministro. «Carta Spreco Zero ci aiuta a ottimizzare le risorse: dobbiamo tornare a un’economia circolare, quella ripercorsa nel saggio del professor Segrè, perché in natura non esistono scarti né disoccupati e tutto è utile». Poi Zanonato prima di partire per Roma, dove ha avviato la trattativa sui 616 licenziamenti chiesti dalla Thyssen, ha risposto ai giornalisti: che ne sarà dell’aumento dell’Iva previsto a luglio, con effetti disastrosi sui bilanci delle famiglie povere per il rincaro dei prezzi? «L’aumento è stato deciso dal precedente governo Monti, noi lo troviamo già operativo. Per toglierlo serve una legge: un punto di Iva sono 4 miliardi e si sta vedendo se riusciamo a trovarli da un’altra parte». Nessuno azzarda previsioni. Il movimento dei «sindaci-antispreco» ha imparato a far quadrare i bilanci dei Comuni anche sotto la scure dei tagli di Monti e per dirla con le parole di Roberto Cosolini, che nella sua Trieste ha tenuto a battesimo il movimento nel 2012, «tocca a noi ridare credibilità alla politica. Il governo e le istituzioni sono lontane dai problemi reali, mentre i sindaci ogni giorno fanno i conti con chi vive nell’inquietudine della miseria. La mia Trieste è diventata un caso nazionale perché un’anziana è stata sorpresa a rubare un petto di pollo: aveva finito i soldi della pensione e ha subito una grandissima umiliazione». Ma come si può ridurre lo spreco? Da un’indagine su 2 mila persone condotta dalla Swg di Trieste in collaborazione con Last Minute Market, emerge che « il 42% degli sprechi alimentari avviene a livello domestico: insomma, 76kg procapite l’anno di frutta, verdura, uova, formaggio, pasta e carne finiscono in pattumiera per errori dei consumatori». Bisogna cambiare stile di vita e il 54% del campione interpellato ritiene «gravissimo» buttare al macero ciò che non si conserva bene nella dispensa. Ma perché si persevera nell’errore? La colpa è del «consumismo» per il 20% degli interpellati; per carenza culturale-educativa (18%), eccessivo benessere (16%), pigrizia e incapacità a gestire il bilancio familiare (11%). Il circuito perverso si può fermare? L’unica ricetta è il riciclo-solidale. Ivo Rossi, neo sindaco-supplente di Padova, ha spiegato che il cibo raccolto dalle mense scolastiche viene regalato alla cucine popolari della Diocesi, mentre a Bologna i pasti non consumati negli ospedali vengono portati alla Caritas. Dopo aver cavalcato la battaglia del federalismo, ora i sindaci sono pronti a giocare la scommessa dell’ educazione alimentare. Il traguardo è fissato: in Africa si sprecano 11 kg l’anno procapite di cibo contro i 180 dell’Ue. In mezzo c’è un mare di povertà, come dice Papa Francesco.

Albino Salmaso

BONESSO DI TVTRE

Raccolta differenziata ecco il manager dei record

PADOVA – C’è un record che tutti invidiano a Treviso: il primato italiano della raccolta differenziata dei rifiuti, con tanto di premio di «Riciclone d’oro» vinto ogni anno. Ne ha parlato ieri a lungo Franco Bonesso, ingegnere, ex sindaco di Trevigiano, un manager di grande esperienza e professionalità: è presidente del consorzio Consorzio Tvtre. Una municipalizzata con 500 dipendenti e 500 mila utenti che raccoglie i rifiuti differenziati di 50 comuni col record italiano: 83.53%. Riconosciuto da Legambiente con tanto di premio. Non bastasse ha pure il record delle tariffe più basse: il porta-a-porta costa in media 102 euro a famiglia l’anno, contro i 130 euro in Veneto e in 190 in Italia. Le municipalizzate hanno tariffe davvero molto più salata, senza per questo entrare nell’incubo della Tares che dovrebbe essere cancellata. Dal riciclaggio dei rifiuti si ricava di tutto: dalla plastica al compost, mentre i pannolini vengono lavati e riusati. Questo modello verrà presentato in un convegno ad hoc a Treviso. Intanto vale la pena ricordare che la «Carta spreco zero» è stata firmata non solo dal sindaco-ministro Zanonato, ma anche da Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Grande la soddisfazione di espressa dal direttore della Green Week, l’editore di Nordesteuropa Filiberto Zovico. «Giorno dopo giorno, stiamo riempiendo di contenuti il progetto di “Venezia con il Nordest Capitale Europea della Cultura 2019” il cui dossier sarà presentato a settembre. La sostenibilità è certamente un tema cardine che riguarda il futuro delle nostre imprese, della pubblica amministrazione».

Segrè: cambiare stile, ecco gli errori più frequenti 

PADOVA – Andrea Segrè, direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari all’Università di Bologna è il fondatore, l’ideologo, il king maker del Movimento dei mille sindaci Spreco Zero. Tanto successo non se l’aspettava nemmeno lui e invece dal suo Last Minute Market è nato un movimento dal basso, che sta coinvolgendo i sindaci e anche i grandi gruppi della distribuzione. Professor Segrè, cosa consiglia a una famiglia quando fa la spesa?

«Di fare acquisti intelligenti, legati al consumo strettamente necessario. Lo lotta allo spreco inizia in frigorifero. E non si deve mai acquistare lo yogurt nascosto nello scaffale con la scadenza tra un mese perché di sicuro farà la muffa in frigo: va preso il prodotto che cade tra due-tre giorni e di sicuro non finirà nella spazzatura».

Il suo ultimo libro Vivere a spreco zero sta diventando un best seller della nuova ecologia: cosa si spreca di più?

«La pasta seguita dai legumi, il pesce, il pollame, la carne rossa e i formaggi sono gli alimenti consumati meglio e di più. Al contrario finiscono nella spazzatura le uova, la frutta, la verdura e lo yogurt. La motivazione più frequente è: non ha un buon odore. Molta gente non ha il coraggio di portare a casa il cibo che non finisce al ristorante perchè sono timidi e si vergognano. E tante gente vorrebbe consigli molto più efficaci sulla conservazione del prodotto»

Qualche suggerimento?

«Basta leggere la pagina Facebook Azzeralospreco Andrea Segrè. Ecco alcuni consigli. 1) Usa la pentola a pressione, una preziosa alleata antispreco di energia, acqua e nutrienti. E ricorda: coprire le pentole è sempre un’ottima mossa. 2) Diamo a packaging e imballaggi una nuova vita: riutilizziamo i contenitori in plastica, vetro o carta dove si trovava il nostro cibo o altri generi di consumo. 3. Hai assaggiato l’acqua del tuo rubinetto? Generalmente è buona, se non eccellente. Comperare 1.000 litri di acqua in bottiglia all’anno costa circa 250 euro. Nello stesso periodo si pagano all’incirca 240 euro per avere 110 mila litri di acqua del rubinetto, fognatura e depurazione».

(al.sal)

 

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