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Gazzettino – Elettrodotto, Comuni in trincea

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

mag

2013

IL CASO – Terna lancia l’ultimatum, amministrazioni pronte a rispondere con un ordine del giorno

Da Paese a Volpago passando per Zero Branco, Quinto e Morgano: coro di no all’impianto

Cinque paesi tornano a scendere in trincea contro il progetto del nuovo mega elettrodotto da 380 mila volt Scorzè-Volpago targato Terna. Al nuovo ultimatum lanciato dalla società che gestisce la rete dell’alta tensione in Italia, decisa a chiudere le trattative con i municipi entro la fine di giugno, i Comuni risponderanno nei prossimi giorni con l’approvazione nei rispettivi consigli di un documento finalizzato a far saltare l’attuale progetto. Comincerà Paese, il 27 maggio.
E poi, via via, seguiranno gli altri: Zero Branco, Quinto, Morgano e Volpago. A guidare la protesta c’è proprio Volpago, dove dovrebbe essere costruita la centrale di arrivo dei cavi da 380 mila volt, che per primo ha lanciato l’idea di un nuovo ordine del giorno “di opposizione” al progetto. In questo modo i sindaci puntano non solo ad opporsi a Terna, ma pure a dare la sveglia alla Regione.

«In particolare all’assessore all’Energia, Massimo Giorgetti – sibilano nei municipi che potrebbero ben presto vedersi piantare nel loro territorio tralicci alti anche 50 metri – ormai due anni fa si era impegnato in prima persona a gestire questa partita dell’elettrodotto, ma poi non abbiamo più saputo niente».

«Eppure è una questione per lo meno regionale – mettono in chiaro – non potrà mica essere un solo Comune a valutare se un intervento del genere è indispensabile, anche a fronte della crisi, e soprattutto se si è scelto il miglior tracciato possibile».

Così, prima che scada l’ultimatum di Terna, i Comuni sono di nuovo a bussare alla porta di palazzo Balbi chiedendo da una parte di non essere lasciati soli e dall’altra di tornare a valutare la possibilità che l’elettrodotto passi lungo l’autostrada A27. Con loro, pur ancora senza atti formali, c’è anche il Parco del Sile, che inizialmente pareva aver trovato un accordo con Terna, dando il via libera al posizionamento dei piloni nella palude del Barbasso a Morgano in cambio di qualche chilometro di pista ciclabile. Poi, però, ha fatto marcia indietro. E adesso si ricomincia da capo.

Mauro Favaro

 

I NUMERI – Quasi 30 chilometri con tralicci da 50 metri

PAESE – Un elettrodotto da 380 mila volt lungo poco più di 28 chilometri. È quello che punta a realizzare Terna scavalcando Zero Branco, Morgano, Quinto, Paese e Volpago. A Paese, in particolare, almeno 4 su 9 chilometri dovrebbero passare sottoterra, attraverso due stazioni di servizio da circa 6 mila metri quadrati ciascuna, all’altezza della zona industriale di Padernello.

«Ma noi non abbiamo mai chiuso alcun accordo»,

sottolinea l’assessore all’Ambiente, Vigilio Piccolotto. Mentre il Sile dovrebbe essere sorvolato con tralicci alti 50 metri. In cambio del via libera dei municipi la società si è detta pronta a dismettere tre linee attualmente attive vicine al corridoio individuato per quella nuova: una da 130 mila e due da 220 mila volt. «Verranno abbattuti 86 chilometri di vecchi elettrodotti», assicura Terna.
I Comuni interessati, però, non sembrano fidarsi troppo. E anche su questo “do ut des” hanno chiesto di avere garanzie da parte della Regione.

 

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