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MIRANO – La Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha chiesto alla Regione lo stato di calamità naturale per il maltempo dei giorni scorsi, specie per le aree più colpite come Riviera a Miranese. Così il presidente di Cia Veneto Flavio Furlani ha chiesto all’assessore all’Agricoltura Franco Manzato che sia avanzata al Governo la richiesta, vista la grave situazione provocata dal maltempo dello scorso fine settimana, con le aziende agricole e zootecniche del territorio messe in ginocchio.

«Rispetto al 2012, anno della grande siccità che gravi danni aveva provocato»

spiega il presidente di Cia Venezia Paolo Quaggio

«ad oggi nel Veneto è piovuto quasi il 50 per cento in più rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso, provocando gravi danni alle colture orticole a pieno campo, una riduzione della semina della barbabietola, un drastico calo della semina del mais, un grave ritardo per quella della soia. Nel settore frutticolo, ci sono pesanti ripercussioni per le pesche e le pere: questa continua altalena di temperatura e le abbondanti piogge, che in parte hanno vanificato anche i trattamenti di cura delle piante, avranno gravi ripercussioni sui raccolti. Infatti, le continue piogge con violenti temporali causano allagamenti dei campi in vaste aree della nostra regione e della nostra provincia, compromettendo le semine e la raccolta dei foraggi che iniziano a marcire nei campi».

Con il maltempo dei giorni scorsi molti campi sono finito sott’acqua per diversi centimetri e nella sola Scorzè c’è un milione di danni, agricoltura compresa. Una brutta botta per i contadini, che vedono compromesso molto del loro lavoro. Per questo Cia fa sapere che è

«improrogabile che la Regione intervenga strutturalmente in modo tale da ridisegnare il deflusso delle acque partendo dalle foci risalendo a monte. Non bastano gli interventi che prevedono la costruzione dei bacini di laminazione».

(a.rag.)

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