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Padova, l’imprenditore vicentino davanti agli studenti della facoltà di Economia «Il lavoro festivo danneggia il piccolo commercio e le famiglie, terremo chiuso»

PADOVA – L’ultima sfida di Marcello Cestaro, patron di Unicomm e “anima” della grande distribuzione a marchio Selex e Famila, è controcorrente: l’imprenditore scledense è pronto a dichiarare guerra alle aperture domenicali, cioè proprio all’ultima bandiera della grande distribuzione organizzata di cui anche la sua azienda è parte. Motivo? «Vogliamo bene ai nostri collaboratori» spiega lui raccontando la sua carriera a 150 studenti della facoltà di Economia dell’università di Padova. Invitato dal professor Giovanni Costa, che è anche presidente della Cassa di risparmio del Veneto, Cestaro, 74 anni, è stato prodigo di aneddoti e di battute su una storia imprenditoriale cominciata quando aveva 13 anni.

«Le aperture domenicali – ha argomentato – fa morire il dettaglio alimentare».

E siccome i dettaglianti sono anche suoi clienti – ad esempio la sua Unicomm ha una funzione aziendale specifamente dedicata al franchising – Cestaro è pronto a fare una scelta controcorrente rispetto all’evoluzione della grande distribuzione:

«La domenica – afferma l’imprenditore vicentino – la famiglia ha bisogno di stare insieme, l’apertura dei negozi si traduce invece in un elemento di disturbo. Ecco perché gli ipermercati a marchio Famila terranno chiuso».

Alla base della decisione sta la solida conoscenza del settore:

«Le aperture domenicali fanno sì che nel resto della settimana gli acquisti siano residuali e concentrati sui prodotti di base come latte e pane. Così i piccoli negozi stanno facendo molta fatica a far fronte alla concorrenza».

D’altra parte Cestaro ha ben presente le dinamiche del settore. La chiave del business è la dimensione, che consente approvvigionamenti a prezzi competitivi, e il controllo della catena della logistica. Due armi maneggiate con perizia, alla base anche di un’altra avventura che Cestaro sta meditando: «Cerchiamo accordi commerciali con la Germania, anche se lì è dura perché le abitudini alimentari sono diverse». Un’operazione che potrebbe far crescere a 2 miliardi i ricavi 2014, dagli 1,9 miliardi stimati nel 2013, mentre i collaboratori che quest’anno sono a quota 7.200 potrebbero aumentare a 8 mila. Cestaro insomma non si ferma davanti alla crisi, aggravata dalle banche «che non ci prestano più soldi». E davanti agli studenti, che mostrano di gradire, snocciola con verve e senso dell’umorismo spigolature di una vita dedicata al business: «Ma la verità – dice l’imprenditore – è che io a lavorare mi diverto, quindi non faccio mai vacanze. Considero le mie aziende come una famiglia e una grande soddisfazione dare alla gente opportunità di impiego». Paternalista? Alla fine scrosciano gli applausi.

(ma.cai.)

 

  1. 1 Comment

    • Fiorella says:

      Grazie, grazie, grazie….potrei scriverlo mille volte!
      Finalmente l’uomo con le sue esigenze viene preso in considerazione.
      E’ solo così che si costruisce una società buona
      Ringrazio di cuore.
      Fiorella

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