Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Nuova Venezia – Pescatori in agitazione contro l’Off Shore

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

mag

2013

NON C’E’ INTESA SUL PROTOCOLLO

Stato di agitazione delle associazioni venete della pesca, dopo la mancata sottoscrizione, da parte del Magistrato alle acque e degli altri enti coinvolti, del protocollo d’intesa sul terminal Off Shore al largo di Venezia. La protesta culminerà in una manifestazione pacifica Venezia, tra il 31 maggio e il 5 giugno ma, in questi giorni, si articolerà in una serie di iniziative territoriali per informare e sensibilizzare le categorie economiche sulle conseguenze di questo progetto.

Il terminal Off Shore, infatti, prevede di realizzare, in un’area marina che è, da sempre zona di raccolta su scala commerciale dei molluschi bivalvi – fasolari, vongole chamelea gallina, cannolicchi e cuori – e di pesca di seppie, latterini, triglie, cannocchie, sarde ed numerose altre specie, una diga foranea avvolgente, della lunghezza di 4 chilometri, a protezione delle navi petroliere portacontainer che attraccheranno ai terminal collegati alla diga stessa. Per le petroliere, poi, è previsto un collegamento, con un fascio di tubazioni lungo 26 chilometri, fino a Porto Marghera.

Le associazioni (Lega Pesca, Federcoopesca, Agci Agrital e Coldiretti Impresa Pesca) avevano chiesto venissero assicurate le dovute compensazioni ai pescatori, inevitabilmente danneggiati da quest’opera.

Nel corso di numerosi incontri con gli enti proponenti il progetto, era stato trovato un accordo che prevedeva un piano di ricomposizione ambientale, produttiva ed economica che doveva salvaguardare anche la fascia costiera, limitando al massimo le interferenze con la pesca e l’acquacoltura.

Ma tale piano non è ancora stato sottoscritto (sono passati oltre dieci giorni) dagli enti e tale silenzio preoccupa non poco le associazioni le quali ricordano al Magistrato alle acque l’invito a firmare al più presto, rinnovato dall’assessore alla pesca Franco Manzato la settimana scorsa, e il sostegno al protocollo espresso dai rappresentanti di coordinamento regionale di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e dalla stessa Autorità Portuale di Venezia. Appelli ad oggi caduti nel vuoto.

Diego Degan

link articolo

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui