Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Veneto, agricoltura in ritirata

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

mag

2013

In 40 anni è venuta meno per cementificazione o abbandono un’area grande come la provincia di Rovigo: 180mila ettari

«Negli ultimi 40 anni il Veneto ha perso per cementificazione o abbandono 180mila ettari: il 18% della superficie coltivata che equivale all’intera provincia di Rovigo. Per salvaguardare una regione ad alto rischio idrogeologico sono necessari un radicale cambiamento di mentalità e una diversa pianificazione del territorio. Attraverso un’applicazione senza deroghe della legge urbanistica 11/2004, l’utilizzazione delle sole cubature esistenti – anche per il piano casa – e la programmazione di sostegni alle attività agricole in aree emarginate o degradate».

A lanciare l’allarme sullo stato delle superfici agricole in Veneto, ieri a palazzo Ferro-Fini in Venezia, sono state più voci: il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, il consigliere del Pd Bruno Pigozzo e i rappresentanti di Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Anci e Unione veneta bonifiche. Tutti preoccupati per criticità già note, ma rese ancor più evidenti dall’aggiornamento statistico sulle implicazioni dell’uso del suolo, elaborato dall’Unità complessa studi documentazione e biblioteca del Consiglio regionale.
Dai dati dei censimenti che raccolgono le dichiarazioni di aziende agricole, emerge che nel Veneto le superfici coltivate sono passate dal 54 al 44% (nonostante tra il 1970 e il 2010 il coltivato nelle superfici aziendali sia aumentato dal 70,4 all’80,5%).

«Su scala nazionale il bilancio è analogo – ha precisato Ruffato – se non peggiore: 5 milioni di ettari, una superficie equivalente a Lombardia, Liguria e Emilia Romagna. Un problema significativo per il Veneto, ormai al di sotto della soglia di rischio per il mantenimento dell’equilibrio idrogeologico che, secondo gli indici urbanistici, non deve mai essere inferiore alla metà della superficie complessiva. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: più alluvioni, minore manutenzione del territorio e del paesaggio, aumento del deficit della nostra bilancia alimentare e ricadute negative sulla capacità d’attrazione turistica».

Secondo il report, al 2011 le province di Padova e Treviso rientrano tra le 10 più cementificate d’Italia, rispettivamente con il 23 e il 19% rispetto a una media nazionale del 6,7. Mentre quelle che per abbandono causa scarsa redditività o nuove edificazioni hanno perso maggiormente prati e colture sono Belluno, Vicenza e Treviso.
A sollecitare una doppia azione

«sull’agroalimentare e per il mantenimento del territorio»,

Jacopo Giraldo di Coldiretti e Walter Brondolin della Cia. Il primo ha auspicato

«una presa di coscienza collettiva, affinché siano soprattutto i cittadini a capire che l’andazzo deve cambiare».

Il secondo

«un nuovo patto sociale, considerato che le leggi da sole non bastano e vengono aggirate».

Concorde Franco Bonesso dell’Anci, secondo cui per questo sono necessari

«una forte autocritica e un nuovo modo di programmare».

Andrea Crestani, direttore dell’Uvb, ha parlato di

«sicurezza idraulica ormai tema prioritario. Abbiamo sbagliato a pianificare, e ora dobbiamo correre ai ripari. Recuperando l’invarianza idraulica di tutto il costruito e in agricoltura riaprendo gli invasi che abbiamo chiuso».

Mentre Giovanni Aldrighetti di Confagricoltura ha chiesto di

«guardare al territorio come un bene di utilità collettiva».

Con il consigliere regionale Pigozzo a chiedere

«coerenza e concretezza, specie sul piano casa».

Vettor Maria Corsetti

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui