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Dal Consiglio regionale ricerca choc sul consumo del suolo

«No a Veneto city, autodromo, Ikea se mangiano campagna»

VENEZIA

«Sì a una legge quadro che metta ordine all’urbanistica e, nel frattempo, serve una moratoria per scongiurare nuovi delitti»

Clodovaldo Ruffato, presidente del consiglio regionale, è da sempre uomo vicino al mondo agricolo. Presentando lo studio sul consumo del suolo, ieri mattina a Palazzo Ferro Fini, ha voluto accanto a sè le associazioni agricole, i comuni e i consorzi di bonifica. Tutti d’accordo nel sottolineare che «serve una svolta» nell’uso del territorio.

«Dobbiamo smetterla di costruire mangiando fette di campagna: basta con Veneto City, Ikea e autodromo, non ha più alcun senso. Dobbiamo puntare a restituire terre all’agricoltura e a recuperare i volumi esistenti».

La fotografia, realizzata dal centro documentazione della Regione, è impietosa. Per quarant’anni abbiamo chiesto alla campagna di fare un passo indietro: migliaia di metri quadrati sono stati coperti di strade, centri commerciali, condomini e lottizzazioni. Dal 1970 a oggi, nel Veneto sono stati rosicchiati 180 mila ettari di campagna, l’equivalente dell’intera provincia di Rovigo.

«Dobbiamo semplicemente comprendere che è finita un’epoca, non possiamo continuare a consumare suolo – denuncia il presidente del consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato –. Le ragioni dell’arretramento della superficie destinata ad agricoltura sono due: la cementificazione da un lato, l’abbandono della montagna dall’altro»

ha aggiunto Ruffato. Il risultato si vede ad ogni acquazzone:

«Gli ingegneri idraulici hanno calcolato che se il terreno coltivato è meno del 50% della superficie complessiva siamo in allarme idrogeologico»

ha sottolineato Ruffato, inquesto sostenuto dal direttore dell’Unione delle bonifiche, Andrea Crestani:

«Un terzo del Veneto di pianura è praticamente un grande catino, svuotato da 400 impianti idrovori ad ogni pioggia. In questo catino abbiamo coperto di cemento 70 mila ettari: una follia. Abbiamo sbagliato anche a pianificare».

Jacopo Girardo (Coldiretti) ha salutato lo stimolo di Ruffato con un:

«Meglio tardi che mai. E’ arrivato il momento di prendere coscienza che non possiamo continuare a rubare terra all’agricoltura, l’unica produzione che non può delocalizzare».

Così anche il direttore della Cia veneta, Walter Brondolin:

«Attorno al Prtc va costruito un patto sociale che impegni tutti a non consumare altro suolo. Perché le leggi si fanno e poi si trova il modo di aggirarle furbescamente».

E Franco Bonesso, rappresentante dell’Anci:

«Abbiamo contribuito tutti alla distruzione del territorio».

Adolfo Aldighieri (Unione agricoltori) ha parlato del verde come di «bene comune», plaudendo al governatore Luca Zaia. Quanto alla fotografia del consumo del territorio agricolo, maglia nera spetta alla provincia di Belluno (meno 36%, ma è soprattutto abbandono della montagna), seguita da Vicenza e Treviso. Con Padova, Treviso è tra le dieci province d’Italia più cementificate: il 23% della superficie a Padova, il 19% a Treviso occupato da superfici edificate. Insomma, abbiamo tombinato la fabbrica del nostro futuro:la Ambiente e Paesaggio spa. Vogliamo fermarci o continuare?

Daniele Ferrazza

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