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Gazzettino – Elettrodotto, “mai visti i progetti”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

mag

2013

PAESE – Il Comune chiede a Terna di esaminare il tracciato della nuova condotta

Manca poco più di un mese alla scadenza dell’ultimatum lanciato da Terna. A fine giugno la società che gestisce la rete dell’alta tensione in Italia chiuderà le trattative con i Comuni per la realizzazione del nuovo mega elettrodotto da 380 mila volt tra Scorzé e Volpago. Poi punterà ad ottenere il via libera definitivo del ministero per iniziare quanto prima a tirar su i piloni, alti anche 50 metri. Peccato, però, che i municipi, nonostante l’opera sia in ballo da ormai dieci anni, non ne sappiano praticamente niente.

«Il nostro Comune pretende da Terna di vedere i progetti dell’elettrodotto – tuona oggi Martino De Marchi, assessore ai Lavori pubblici – e poi di verificarne la necessità».

Quest’ultima cosa, a dire il vero, avrebbe dovuto farla la Regione, come richiesto più volte dai municipi, ma a sentire i sindaci dei cinque paesi interessati dal passaggio dei cavi della nuova linea lunga 28 chilometri, cioè Paese, Morgano, Zero Branco, Quinto e Volpago, così non è andata. Tanto che nei prossimi giorni questi stessi Comuni torneranno in trincea mettendo ai voti nei loro consigli un documento in cui si chiede di congelare l’autorizzazione per il nuovo mega elettrodotto.

«Vogliamo ottenere l’interramento totale della nuova linea (sono circa 9 i chilometri previsti nel territorio di Paese, di cui 4 interrati, ndr) – mette in chiaro De Marchi – e avere garanzie sui tempi e sui modi per quanto riguarda l’eliminazione delle tre linee elettriche che attualmente attraversano il nostro territorio».

Una da 130 mila e due da 220 mila volt, che Terna ha già promesso di dismettere. Ma a quanto pare i municipi non si fidano troppo. Proprio per questo sono tornati a bussare alle porte della Regione, chiedendo anche di riprendere in considerazione l’ipotesi di far trasferire la nuova linea da 380 mila volt lungo l’autostrada Venezia-Belluno. Dopo dieci anni, insomma, si è punto e a capo.

 

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