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I dati dei Consorzi Priula e TvTre: già raggiunta la soglia dell’83 per cento di differenziata

Attacco alla Tares: «Bisogna ricalibrare questa tassa che è sbagliata, deresponsabilizza i cittadini»

«Se la soglia dell’83% di raccolta differenziata è già stata superata ora l’obbiettivo ambizioso è raggiungere il 96,7% entro il 2022».

Lo ha annunciato ieri mattina Paolo Contò direttore dei Consorzi Priula e Tv Tre nel corso del convegno «Rifiuti: da spreco a risorsa» promosso nell’ambito della GreenWeek delle Venezie da Nordesteuropa Editore e Contarina. Un traguardo ambizioso, cui i comuni del bacino di Treviso sono vicini, secondo quanto dichiarato da Paul Connett, teorico e fondatore del movimento Rifiuti Zero ma contro cui potrebbe remare l’introduzione della Tares.

«Bisogna ricalibrare questa tassa: la Tares ha ribaltato quello che avevamo conquistato nel 1997, la Tares 2011 prevede un sistema ordinario di pagamento al metro quadrato poi l’eccezione, il pagamento in base ai rifiuti prodotti. Non significa andare verso “rifiuti zero” e nemmeno nella direzione dell’assunzione di responsabilità da parte degli utenti. È un grosso sbaglio»,

ha detto Contò che ha annunciato l’ambizioso obbiettivo di realizzare a Treviso un risultato prossimo allo Zero Waste

«raggiungibile puntando al riutilizzo perché quello che per noi è rifiuto per altri è un bene. Nella raccolta differenziata ci sono ancora margini di miglioramento, soprattutto con l’introduzione di materiali compatibili con processi di recupero. Ci stiamo interfacciando con il mondo industriale ma per politiche di produzione ecocompatibili ci vuole un sistema di area vasta».

Una provincia prossima alla perfezione anche secondo Paul Connett che ha elencato i dieci punti da realizzare per conseguire il traguardo Zero Waste.

«La separazione alla fonte, la raccolta porta a porta, il compostaggio, il riciclaggio, la realizzazione di centri di riutilizzo che possono diventare veri e propri business in tempi di crisi»,

ha spiegato Connett,

«E ancora la riduzione dei rifiuti, l’introduzione di incentivi economici o viceversa tasse, come in Irlanda dove è stata introdotta una tassa di 15 centesimi sulle buste di plastica. L’attivazione di impianti di separazione della frazione residua, l’attivazione di centri di ricerca, la riduzione delle discariche temporanee per i rifiuti non riciclabili. Infine: una trasformazione produttiva, attraverso un dialogo serrato tra industria e comunità, perché se un prodotto non è possibile riciclarlo o compostarlo allora non dovrebbe esistere a monte».

Un’intera giornata densa di interventi: Antonio Cianciullo ha parlato del suo ultimo libro «Dark Economy: la mafia dei veleni», dedicato alle ecomafie. Infine Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market l’uomo che sfama i poveri con i cibi gettati via dai supermercati ha parlato della sua ultima utopia, «Vivere a spreco Zero». Durante l’incontro sono stati distribuiti vasetti di fiori realizzati con la parte del rifiuto non riciclabile.

Serena Gasparoni

 

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