Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Coldiretti: «Produzione deteriorata, danni per 100 milioni il suolo sconta una cementificazione diffusa e senza regole

VENEZIA. Tra piogge torrenziali, grandinate, sbalzi di temperatura e allagamenti, l’onda anomala del maltempo ha seriamente compromesso le prospettive dei raccolti: «Siamo di fronte ad avversità atmosferiche senza precedenti che minacciano di azzerare ampie quote della nostra produzione agricola», ha affermato il governatore Luca Zaia a margine di una manifestazione a Miane, nel Trevigiano «perciò l’istanza di riconoscimento dello stato di calamità che la Regione inoltrerà al Governo riguarderà non soltanto i territori colpiti qualche giorno fa dall’alluvione ma tutto il Veneto. Faccio notare che l’anno scorso a maggio il termometro segnava 31gradi contro i 10 di oggi, è una congiuntura obiettivamente eccezionale».

La situazione in campagna.

«Il fieno marcisce sui campi, gli agricoltori non possono accedere ai fondi coltivati e stiamo ancora scontando le conseguenze di un’estate siccitosa che ha negato il mais sufficiente all’alimentazione del 40% dell’allevamento bovino»,

è l’allarme di Coldiretti

«quest’inizio di primavera è disastroso perché il grano soffre di attacchi fungini favoriti dalla massiccia presenza di acqua, i prodotti orticoli a pieno campo o in serra sono allagati, la fioritura delle piante da frutto si annuncia dimezzata. Anche la produzione di pesche, susine, albicocche sarà inferiore rispetto agli altri anni, e a rischio anche le ciliegie. Non c’è un raccolto che non sia compromesso visto che le semine ordinarie sono tutte saltate».

Una prima stima dei danni.

Il deterioramento varia a seconda dei comparti ed è più acuto laddove il maltempo ha vanificato le semine (mais e soia rischiano il dimezzamento) o causato l’arresto della fioritura (per pesche, susine, albicocche si prevedono perdite vicine al 50%); soffrono anche il frumento, gli ortaggi, l’erba medica, il fieno e le ciliegie, con picchi negativi varianti tra il 15 e il 30%. Ci sono anche i contraccolpi indiretti, perché l’abbassamento della temperatura impone costi straordinari di riscaldamento per stalle, allevamenti e serre. Morale della favola: tutte le province venete sono ferite e un primo, prudenziale, bilancio dei danni si aggira sul centinaio di milioni.

La regione cementificata.

I Consorzi di Bonifica hanno raddoppiato le idrovore nell’Alta Padovana, sempre sotto osservazione per la presenza del Muson, e nel Polesine hanno già pompato al mare il 120% dell’acqua normalmente riversata in un anno. Eppure migliaia di ettari sono sommersi, tracimano i corsi d’acqua e soprattutto i fossati e le scoline. Nei campi, le ruspe dragano affannosamente coltivazioni che assomigliano a canali mentre i terreni “impermeabilizzati” non assorbono più: «

Circa il 13% della superficie veneta è edificata», sottolinea Giorgio Pizza, il presidente di Coldiretti «nella graduatoria nazionale del cemento solo la Lombardia ci precede. La percentuale non inganni: si tratta di ben 240 mila ettari che non sono concentrati in aree metropolitane ma investono piccoli capoluoghi e una miriade di centri minori, anche agricoli, aggravando notevolmente la gestione delle acque eccedenti».

Parole chiare, equivalenti a un indice puntato contro gli artefici di uno sviluppo miope e caotico, che ha divorato le risorse naturali e degradato l’ambiente.

Tra le aziende in ginocchio.

«Il maltempo ha sconvolto tempi e cicli dell’agricoltura, aggravando una situazione già precaria per le imprese che si trovano in profonda crisi e costrette a fronteggiare costi in continua crescita e prezzi all’origine di nuovo in discesa», è la diagnosi della Cia «e tutto ciò si rilette negativamente sui redditi, ancora in calo, e sulla competitività sui mercati».

Consumatori, attenzione.

«Occhio agli aumenti improvvisi e sostanzialmente ingiustificati di frutta e verdura, magari riferiti ai prodotti avanzati il giorno prima: è una pura speculazione alle spalle dei cittadini e sulla pelle degli agricoltori. Segnalateli a noi e alle associazioni di tutela dei consumatori».

Franco Manzato, l’assessore regionale all’agricoltura, riassume così il timore di riflessi ingiustificati del maltempo sui prezzi al consumo di molti prodotti agricoli

«compresi quelli di importazione e soprattutto che non riguardano le produzioni nostrane di stagione».

L’amministratore conclude invitando i coltivatori ad assicurare i raccolti e i cittadini a privilegiare «con beneficio reciproco» i mercatini “a chilometri zero” allestiti dagli stessi agricoltori.

Filippo Tosatto

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui