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Il governatore parla dei raccolti devastati dal maltempo

«Lasciamo 18 miliardi di tasse: il governo intervenga»

TREVISO «La provincia di Treviso tra alluvione e calamità conta almeno 50 milioni di euro di danni, nell’ambito del mezzo miliardo post alluvione che calcolavamo per l’intero Veneto». Il presidente della giunta regionale Luca Zaia, ospite nella sua Godega di Sant’Urbano, commenta così la difficile situazione che la Marca trevigiana e il Veneto stanno vivendo dopo le disastrose precipitazioni dei giorni scorsi. La conta dei danni è pesante, per reperire i soldi si chiederà l’aiuto del governo: «Lo stato di calamità sarà chiesto per l’intera regione, visto che tutti i 581 comuni veneti sono stati pesantemente colpiti. Credo che la nostra regione abbia qualche titolo per chiedere questo aiuto economico, lasciando 18 miliardi di tasse l’anno a Roma. Se avessimo in mano questi soldi, ce la faremmo da soli, ma oggi abbiamo le casse vuote». I dieci millimetri di pioggia l’ora caduti in queste settimane hanno provocato danni ingenti, che ricordano la difficilissima situazione vissuta nel 2010. Fiumi ingrossati, dissesto idrogeologico, frane, smottamenti, allagamenti ed esondazioni sono solo alcuni dei lati del disastro attuale, aggiunge il governatore: «Quanto accaduto è senza precedenti. Oggi noi abbiamo due problemi: quello dell’alluvione che ha interessato un bel po’ di comuni del Veneto e quello di uno stato di crisi e di calamità che interessa tutti comuni della regione, non tanto per gli allagamenti, ma per la situazione drammatica dell’agricoltura del nostro territorio, a causa delle precipitazioni». Il pensiero del presidente va quindi al mondo dei coltivatori. Interi raccolti sono stati distrutti, marciti dall’acqua o persi perché non maturati. Da Vicenza a Padova, da Treviso a Verona, da Venezia a Belluno, passando per Rovigo, la produzione ortofrutticola è stata praticamente annientata dal maltempo, per non parlare del foraggio e dei seminativi. Nel mezzo miliardo di danni stimati dalla Regione si considera anche il disastro agricolo. Dimezzate tutte le colture a campo con picchi del meno 70% per mele, ciliegie e albicocche. Per il Trevigiano, i 50 milioni di danni stimati comprenderebbero anche la perdita di alcune produzioni tipiche, quali l’asparago bianco e le ciliegie dell’Asolano. Per le viti di Conegliano e della Valdobbiadene invece è ancora troppo presto per una stima. «L’agricoltura è in ginocchio, si può dire che oggi noi abbiamo perso un intero ciclo produttivo» ha evidenziato Zaia che di fronte al grido d’aiuto lanciato da tanti produttori veneti aggiunge: «L’unica strada percorribile è quella dello stato di calamità e, come ho annunciato, ho intenzione di farne richiesta per tutto il Veneto».

Valentina Calzavara

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