Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

LA POLEMICA – Il presidente del Fai Carandini rilancia le critiche del sottosegretario Borletti Buitoni

«Bisogna fare architetture che dialoghino col contesto»

«Dimensioni incompatibili, creano uno choc estetico»

Architetture «fuori scala» per Venezia, incompatibili con la città: la Torre Cardin, così come le grandi navi da crociera. Non ha dubbi il professor Andrea Carandini, archeologo di fama, neo presidente del Fai, che così commenta – rincarando la dose – le dichiarazioni del sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, suo predecessore proprio alla guida del Fondo Ambiente Italia, che nella sua visita a Venezia in vista della Biennale aveva definito “bruttissima” la torre e invitato a un riflessione anche sul “terribile imbatto estetico di questi giganti”, le grandi navi, appunto.
Giudizi destinati a riaccendere un dibattito quanto mai aperto su due temi particolarmente sentiti in città. Carandini non si sottrae ed esprime anche la sua opinione. Proprio oggi il presidente sarà a Venezia, per l’inaugurazione, alle 19, di “Time Lapse”, la mostra allestita al Negozio Olivetti di Piazza San Marco in occasione della Biennale.

«Questa torre cambierebbe tutto lo skyline della città – commenta il professore -. É molto invasiva. Ci sono altre città, come Londra, che avendo realizzato edifici molto alti hanno stravolto l’urbanistica sul Tamigi, ad esempio. La vecchia Londra non c’è più. Il fatto che possa iniziare anche qui un’operazione del genere, mi turba molto».

Borletti Buitoni aveva pesantemente criticato anche la qualità del progetto della torre “fatta al computer, lo si vede” aveva detti. Carandini, per il momento, non si esprime.

«Non conosco bene il progetto – premette – E poi tot capita tot sententiae… La dimensione, invece, è un fatto oggettivo e quella torre è assolutamente fuori scala in quel contesto. Non bisogna più fare architetture che non dialoghino con il contesto».

Per questo Carandini fa un parallelo proprio con le grandi navi da crociera.

«Anche le navi sono architetture mobili – argomenta – e con quelle dimensioni sono fuori squadra con il contesto di Venezia. Creano un vero e proprio shock estetico del tutto negativo. Se poi gli si rompe un motore, e invece di andare a sbattere contro una torre, come è accaduto a Genova, si trovano di fronte Palazzo Ducale, non oso pensare cosa potrebbe accadere…».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui