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Vedelago. Il sindaco ha firmato la richiesta a Zaia di sospendere l’accordo di programma, poi la nomina del suo vice Perin

VEDELAGO. Lo aveva garantito e così è stato: alle 9.30 di ieri mattina, dopo la nottata di festa per l’elezione, Cristina Andretta si è presentata in municipio. Subito al lavoro. Con la prima sindaca della storia del paese, ha salito le scale del palazzo anche Marco Perin, il più amato dalle urne (un plebiscito di oltre 1.500 voti), poco dopo è arrivato Stefano Beltrame, il capolista di Primavera Civica. Un primo giro di saluto a tutti i dipendenti del municipio, rinnovati compagni di un’avventura interrotta bruscamente lo scorso novembre con le dimissioni di massa di minoranza e parte della maggioranza che hanno cacciato dal palazzo Quaggiotto &Co. E ieri la ripresa dopo il commissariamento. Cristina Andretta è entrata nell’ufficio del sindaco: via la poltrona di Paolo Quaggiotto per una più operativa sedia rossa da ufficio, scrivania verso la parente e in centro il tavolo della giunta. «È la squadra la nostra forza», ribadisce la sindaca, forte di un 65,55 per cento di consensi raccolti tra domenica e lunedì ai seggi dopo un’intensa campagna elettorale. Sul tavolo la lunga relazione lasciata dal commissario prefettizio che ha governato Vedelago da novembre all’altro ieri. «La leggerò con calma».

Primo atto. E ieri la prima firma ufficiale del sindaco Andretta è stata posta in calce a una raccomandata indirizzata al governatore Luca Zaia. Oggetto della missiva anticipata via fax: la richiesta di archiviazione della pratica riguardante l’operazione Barcon. «Confermo», ha sottoscritto il sindaco, «la valutazione già espressa dal consiglio comunale dell’8 ottobre 2012 in merito al progetto di riqualificazione territoriale dell’area pedemontana tra Castelfranco e Montebelluna e chiedo alla Regione di procedere con l’archiviazione della pratica e la chiusura di ogni eventuale procedimento avviato per la formalizzazione dell’accordo di programma». Sul maxi insediamento agroindustriale, che Colomberotto e Rotocart avrebbero voluto costruire sulla campagna a nord di via Terza Armata, la maggioranza si era spaccata. L’ex sindaco Quaggiotto si era trovato in minoranza e il fronte del no all’operazione, di cui faceva parta anche Andretta, allora assessore all’urbanistica, si era aggiudicato la battaglia. Ora l’atto firmato dalla nuova sindaca sancisce la fine della guerra con la vittoria definitiva dei contrari a macello e cartiera.

Secondo atto. Dopo lo stop a Barcon, Cristina Andretta ha firmato ieri mattina la nomina del suo vice. Al suo fianco nella carica di vicesindaco ci sarà Marco Perin, prezioso compagno dell’avventura amministrativa prima e della campagna elettorale dopo. «Qui, su questa poltrona», dice la sindaca, «ci doveva essere lui. Di Marco ho grande fiducia».

La giunta. Andretta, felice mamma di Beatrice, garantisce che non lascerà il suo lavoro, ma pretende da sè e dai suoi collaboratori il tempo pieno per il Comune. Nomi per la giunta? Da cilindro dei cinque assessori previsti ne tira fuori solo due: naturalmente Perin (a cui saranno affidati i lavori pubblici) e poi Stefano Beltrame («potrebbe occuparsi di bilancio»). Per sè Andretta potrebbe tenere l’urbanistica. In giunta sicuramente ci sarà un’altra donna. Qualcuno le ha proposto di avvicinare l’avvocato Eva Mazzocato, capolista di “Repiro Giovane”, una delle tre liste avversarie. Ma Cristina Andretta ha le idee chiare: «Con la sua candidatura ha già scelto con chi stare, non con noi».

I primi veleni. A vivacizzare l’atmosfera pensa Remigio Parisotto, l’unico della vecchia guardia a sedere in consiglio. «In un momento difficile come questo», osserva il consigliere pidiellino, «si è scelto un progetto civico che vuol dire cinque anni di isolamento. Attenzione al promesso piano degli interventi, per ora è una cementificazione subdola».

di Alessia De Marchi

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