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C.S Op.Zero 30/05/13 – Feudalesimo a Pianiga

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa | 0 Comments

30

mag

2013

COMUNICATO STAMPA

Un amministratore che si scaglia con livore contro parte della propria comunità, contro gruppi portatori di interessi diffusi, come comitati ambientalisti o addirittura parrocchie, sbandierando querele di rappresaglia, è la prova dell’arroganza di una politica feudale, incapace di reggere un’opposizione limpida e civile.

Opzione Zero, regolarmente registrata con tanto di codice fiscale, ha democraticamente ribadito la propria posizione contraria a quella del Sindaco Calzavara e dell’amministrazione di Pianiga, uno dei due Comuni responsabili della scellerata ratifica della “nuova città”. E’ entrata direttamente e con chiarezza nel merito di Veneto City, mettendoci la faccia e la firma, e non spalleggiando alcun altro candidato. Si rassegni il Sindaco che fuori, nel mondo, queste cose succedono e fanno parte del “gioco”: già nel 2012, a Santa Maria di Sala, alcune associazioni di categoria si opposero al candidato sindaco al grido di “Non votate Bertoldo”, responsabile dell’ennesima cittadella commerciale.

Gli imbrogli stanno altrove.

Stanno nell’ambiguità di un atteggiamento supino prima (quando nel 2011 il Sindaco diceva di “non fare i salti di gioia” e di essere costretto ad accettare quello che si sarebbe comunque deciso altrove), ed entusiasta oggi quando si dice di voler “puntare su Veneto City”, propagandando la frottola, questa sì trita e ritrita, dei maggiori posti di lavoro: tutti i dati certi di categoria denunciano la perdita del triplo dei posti in queste mega-operazioni. E non saranno certo i sindaci a decidere chi costruirà, con quale manodopera e chi poi si insiederà, semmai la Mantovani Spa tuttora sotto inchiesta.

Stanno nell’evitare accuratamente di approfondire il mega-progetto di Veneto City in campagna elettorale e nei dibattiti pubblici; e nei toni trionfalistici sul voto smentiti dai numeri. Nel 2008 PdL e Lega (allora divisi) hanno incassato 5941 voti (a Cazzago 1842), e oggi perdono complessivamente oltre il 35% con un consenso di soli 3861 voti (a Cazzago addirittura dimezzati a 938) e un’astensione generale aumentata del 20%. E non sarà un caso che proprio la frazione di Cazzago è sempre stata quella più martoriata dal punto di vista urbanistico ed edilizio.

Se di fatto l’esito del voto ha riconfermato Calzavara, il dato elettorale non sembra molto tranquillizzante per il Sindaco e rivela una maggioranza assoluta di cittadini che non premiano la sua politica cementificatrice.

Le dichiarazioni di Calzavara tracciano un profondo solco civile e politico tra i cittadini di serie A del capoluogo (a maggioranza “calzavarini”) e quelli di serie B delle frazioni, tirando in ballo “facinorosi”, “pulpiti” e “don camilli”. Queste non sono risposte politiche, ma dichiarazioni offensive e faziose tipiche del “vassallaggio” di epoche passate.


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