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Nuova Venezia – Venezia. Ezio Micelli, il tecnico silurato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

mag

2013

 

I retroscena: il docente Iuav su posizioni diverse dal sindaco sulle grandi opere

Arrivederci e grazie. Il benservito all’assessore all’Urbanistica, il docente Iuav Ezio Micelli, covava da tempo. È stato alla fine annunciato dall’interessato in commissione consiliare. Ma quali sono i veri motivi che hanno portato al suo «licenziamento?». «I tecnici? Hanno lavorato bene ma adesso hanno esaurito il loro compito», dice il sindaco. Micelli non l’ha presa bene. Incassa la solidarietà dei partiti di maggioranza, e perfino di molte associazioni e comitati di cittadini con cui ha dialogato spesso, negli ultimi mesi, sui grandi progetti.

Il Lido, il Pat, Tessera, la sublagunare il porto e la Tav. Potrebbe esserci una divergenza su questi temi all’origine del «divorzio» tra il sindaco e il suo assessore tecnico. C’è chi ricorda un incontro tesissimo tra il sindaco e il presidente della Save Enrico Marchi sulla seconda pista di Tessera. Il Pat non la prevede, il Master plan dell’aeroporto sì. Un «errore» imputato a Micelli. Che però aveva facilmente provato che l’Enav la pista tanto cara a Save l’aveva tolta con un tratto di penna.

Secondo fronte, la sublagunare. Micelli l’aveva definita più volte «una sciocchezza». Non proprio in linea con l’idea del sindaco Orsoni, che non ha mai fatto mistero del suo favore per la grande opera. Così per la Tav, l’Alta Velocità ferroviaria che la Regione e la Save volevano far fermare a Tessera e non a Mestre. Anche qui l’attivismo di Micelli potrebbe aver rotto equilibri delicati.

Altri fronti, quelli dell’alternativa al Palacinema del Lido, concordata dal Comune con i comitati: il Pat, con il «no» a 1200 richieste di nuova edificazione e l’ordine del giorno finale contro la sublagunare.

E l’accordo con l’Autorità portuale per il tram a San Basilio e le nuove edificazioni. Qui contro Micelli si era schierato anche l’Autorità portuale di Paolo Costa.

Linee politiche differenti. Ma per lo staff del sindaco le responsabilità dell’ormai ex assessore riguardano anche la gestione dell’Edilizia privata. «La legge stabilisce che quegli uffici sono responsabilità dei dirigenti», dice Micelli, «ho modificato il regolamento e i procedimenti per rendere più efficiente il sistema. Ma per applicarli c’è bisogno di una piattaforma informatica. Sapete quanti soldi ci hanno dato? Zero. Vuol dire che per l’amministrazione questa non è una priorità. Stesso discorso per il personale e per l’Urbanistica, che non ha avuto un euro. Consulenze zero, progetti speciali zero». Un rapporto di fiducia venuto meno? «Ho un difetto», scandisce Micelli, «non sono uno yes man. Adesso me ne torno al mio lavoro, senza alcun problema».

(a.v.)

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