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SANITÀ – La commissione costituita a Dolo interpella la Regione per avere garanzie sul futuro della struttura

Un ordine del giorno per salvare l’ospedale di Dolo. È l’idea partorita dalla commissione sull’ospedale ed in particolare al suo presidente, il consigliere d’opposizione Vincenzo Crisafi. Sei punti che il Consiglio comunale sottoporrà alla Regione perché garantisca che la Riviera del Brenta possa continuare ad avere un ospedale degno del suo nome.
Il primo riguarda il riconsiderare la classificazione del presidio di Dolo come “Ospedale di rete a vocazione medico-chirurgica”, garantendo quindi le funzioni essenziali di emergenza ed urgenza chirurgiche e medico-infermieristiche. Il secondo punto, è la garanzia che la Regione dovrebbe dare sul finanziamento di 22 milioni e 500 mila euro destinati alla ristrutturazione e sviluppo delle piastre operatorie e del Pronto soccorso. Terzo, la richiesta di aggiornare ed incrementare i finanziamenti riconosciuti all’Ulss 13, allineandoli alla media regionale. «Si chiede, inoltre, di sospendere qualsiasi nuova organizzazione dei servizi e dei reparti in attesa delle schede ospedaliere – afferma Crisafi -. Infine, vanno subito avviati i lavori di adeguamento del Pronto soccorso, mantenendo tutti i reparti presenti nella struttura ospedaliera dolese. Un intervento che, peraltro, è già stato autorizzato dalla Regione Veneto, con la copertura finanziaria necessaria». Due richieste arrivano anche alla sindaco di Dolo perché si attivi per organizzare un incontro con la commissione consiliare e il Presidente della V Commissione regionale, e perché faccia in modo che il ricavo della vendita delle aree dell’ospedale di Dolo sia vincolato ad una sua esclusiva implementazione. Una serie di punti essenziali per Crisafi,

«perché si sta delineando una situazione in cui l’unico ospedale che resterà sarà quello di Mirano, mentre a Dolo resterebbero solo Geriatria e Lungodegenza – afferma -. Voglio capire quale strategia ha fatto pendere la bilancia sul miranese e per quale motivo di si è permesso il declassamento di Dolo».

Gianluigi Dal Corso

 

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