Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Maltempo: il Governo non finanzierà lo stato di calamità naturale in Veneto

Nei campi allagati compromesso oltre il 30% dei raccolti, 100 milioni perduti

PADOVA – Gli agricoltori messi in ginocchio dall’ondata di maltempo non si facciano illusioni: il Fondo nazionale di solidarietà, alle prese con emergenze di ogni tipo, è pressoché esaurito e lo stato di calamità naturale che il governatore Luca Zaia intende estendere all’intero Veneto è destinato a scontrarsi con le casse vuote di uno Stato in crisi di liquidità. È successo l’anno scorso, quando a fronte della siccità eccezionale che devastò i campi gli unici aiuti (20 milioni a fronte dei 300 di danni stimati) furono stanziati da Palazzo Balbi. Succederà anche stavolta. Ne ha avuto l’avvisaglia l’assessore all’agricoltura Franco Manzato incontrando a Roma i colleghi del resto d’Italia: «Tagli al bilancio, patto di stabilità, vincoli di spesa, il Governo vuole scaricare sulle finanze regionali una serie di competenze (bonifiche, zootecnia, assicurazioni) per noi insostenibili. Abbiamo chiesto risarcimenti per le alluvioni ma il Fondo a cui attingere è quasi privo di risorse. L’unica strada che ci hanno indicato è quella di aumentare le accise dei carburanti». Neanche un centesimo di tasse in più, ha tagliato corto Zaia. Quindi? «Non so che dire, faremo il possibile ma la situazione è obiettivamente complicata, è inaccettabile che lo Stato penalizzi un comparto che, tra mille difficoltà, produce reddito e incremento dell’occupazione. Da parte mia invito, una volta ancora, gli agricoltori ad assicurare i raccolti… ». Circostanza che deve indurre al mea culpa gli inadempienti, visto che chi sottoscrive una polizze usufruisce di un contributo europeo che raggiunge il 75% del premio versato. Nel frattempo la produzione agricola si avvia a un tonfo doloroso con picchi d’allarme in Polesine, nel Veronese, nella Bassa Padovana e nei Colli Euganei: «Purtroppo gran parte delle zone piegate dalle precipitazioni sono le stesse che hanno pagato il prezzo più alto alla siccità del 2012», commenta Fabrizio Stella, il direttore dell’Avepa «e si è creato un circolo distruttivo con la vanificazione delle semine, l’asfissia radicale delle piante, l’impraticabilità dei campi». L’Agenzia sta mappando i danni che si avviano a superare largamente la percentuale del 30% che consente di accedere al fatidico Fondo solidale… «Il bilancio è ancora provvisorio, credo però che una stima complessiva di 100 milioni non sia lontana dalla realtà. Penso alla bietola distrutta, con danni estesi all’indotto degli zuccherifici; al mais qua e là dimezzato al punto che tutti cercano di riconvertire la produzione in soia e i semi non si trovano più eccesso di domanda. E poi le ciliegie e le pere falcidiate, le patate danneggiate, l’erba medica marcita. È un panorama sconfortante». E siccome i guai non vengono mai soli, Coldiretti fa notare come le avversità atmosferische stiano spingendo all’indebitamento molti imprenditori della terra, che prima hanno investito nelle semine – vanificate – e ora stanno affrontando costi suppletivi senza alcuna garanzia di reddito. Appunto finale degli agronomi: innalzamento delle temperature e forte umidità sono le condizioni ideali per il proliferare di malattie fungine come peronospora, botritis e batteriosi. In bocca al lupo.

Filippo Tosatto

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui